Palazzo Venezia, museo o nuovi uffici? E TORNO A PALAZZO VENEZIA, a farmi raccontare, da una delle due Direttrici del Museo, Maria Selene Sconci, le novità: che, questa volta, si profilano limitate e concrete, ed anche, nella prima fase, temporanee, (aggettivo sempre pericoloso nel nostro Paese), dopo la tempesta progettuale del 2004. Ricordate gli studi proposti dagli architetti Amendolagine e Guida, da cui sarebbe nato il "Wunderkammer Museum", il Museo delle Meraviglie, «con le tante collezioni in suo possesso bene ordinate e razionalizzate », come mi disse, entusiasta, il Professor Francesco Amendolagine, Docente di Storia dell'architettura Dello IUAV di Venezia? E tutta la visione dei servizi (ancora oggi antiquati e inesistenti) e di una impiantistica museale ultramoderna (sicuramente indispensabile), da realizzarsi attraverso percorsi sotterranei da via del Plebiscito alla piazzetta di San Marco? Non è successo nulla. Anche per le perplessità, se non l'allarme, che una simile progettazione rivoluzionaria suscitava. Bellissima invece l'idea di aprire il cortile del Palazzo alla città, farne «una piazza dentro la piazza » (Piazza Venezia). «Se ci si limitasse ad una dimensione ragionevole degli interventi - mi diceva già l'anno scorso Maria Selene Sconci - a partire dall'emergenza e a rinviare l'utopia! Dotiamoci dei servizi e delle tecnologie indispensabili e cerchiamo di ri-ottenere tutti quegli spazi, alcuni inutilizzati, e 'morti', di questo enorme e magnifico complesso ». A proposito degli spazi 'morti' e di quelli che furono destinati nel tempo ad utilizzazioni eterogenee. L'allora Soprintendente Roberto Di Paola, già in partenza, nel giugno 2004, per l'Abruzzo, mi aveva annunciato: «Il Palazzetto Venezia va gradualmente recuperato alla sua funzione museale, va svuotato dagli uffici e degli istituti non-pertinenti che lo occupano». Quegli uffici sono ancora là, non usati o sottoutilizzati (Siviero e Nazioni Unite). Ma qualcosa si muove proprio nel Palazzetto. È qui la novità. Ma riguarda quella porzione dell'edificio (abbattuto nel 1911 per dare spazio al Vittoriano, e quindi ricostruito a far angolo con Palazzo Venezia) che già appartiene al Museo! Nei giorni scorsi a Palazzo Venezia si è svolta una infuocata assemblea di tutto il personale. Le condirettrici del Museo, Maria Selene Sconci e Giulia Barberini, si sono poi consultate con le colleghe, a cominciare dalla Direttrice della Galleria Borghese, Alba Costamagna. «Figurarsi se abbiamo qualcosa contro Rossella Vodret!», mi chiarisce Maria Selene. «L'ammiriamo e la stimiamo tutti - continua - e confidiamo nella sua energia e competenza per rilanciare il Museo di Palazzo Venezia. Rossella è stata nominata Soprintendente ai Beni Artistici, Storici e Demoetnoantropologici di Roma e del Lazio. Era, questa, una struttura cancellata dalle precedenti riforme, ed insediarla a Palazzo Venezia è una decisione coerente con la storia di questa istituzione, che è stata sempre qui Ma per trovare gli spazi in cui lavoreranno, con la Soprintendente Vodret, circa 25 persone, non ci si è indirizzati verso quelli che tu chiami i 'luoghi morti' Ti faccio vedere dove invece saranno realizzati, entro due mesi, per disposizione del Soprintendente architetto Maurizio Galletti, i lavori per il restauro dei locali e l'allestimento degli uffici della nuova Soprintendenza affidata a Rossella ». Ci incamminiamo, attraverso la Sala dei Pastelli, la splendida Sala Altoviti affrescata dal Vasari, e via via, percorrendo i corridoi delle porcellane, delle maioliche, dei bronzetti, della collezione delle armi Odescalchi, fino al c.d. "Passetto dei Cardinali", che segna il passaggio dal Palazzo al Palazzetto Venezia. Arriviamo in una piccola sala dal soffitto a botte: è l'ultima del percorso museale, e diventerà l'ufficio del nuovo Soprintendente, mentre il suo staff sarà sistemato in altre tre sale. «E questa - mi accenna la Direttrice aprendo una porta - è la magnifica scala di legno Anni Trenta, ideata da Federico Hermanin, il primo Conservatore del Museo. E vuoi vedere l'ascensore del Duce? Non funziona, ma è un liberty delizioso ». A pochi passi dall'ascensore, un'altra porta ermeticamente chiusa conduce allo storico Istituto di Archeologia. Spazi enormi, praticamente disabitati... Per la sistemazione della nuova Soprintendenza, (che prevede, in via definitiva, cioè entro un anno, l'accorpamento dell'Ufficio Pensioni con l'Ufficio del personale del complesso museale, e lo sfratto dell'attuale ufficio tecnico installato nella Sala Canova, entrambi da trasferire in locali sotterranei, garage e sottotetti), è prevista la spesa complessiva di Euro 1.775.000,00. Che attinge ai fondi di Roma Capitale già stanziati nel 2003 per il Museo delle Meraviglie (La saggezza e la concretezza della nuova Soprintendente, attualmente in viaggio negli Stati Uniti, saprà certo "temperare" le utopie quanto basta per cominciare a farne una realtà.) Per fortuna intanto si intensificano, nella loggia del Palazzetto, i lavori per la sistemazione del Lapidarium (curato dalle due condirettrici, Maria Selene Sconci e Giulia Barberini). Si tratta di un patrimonio prezioso di marmi di varie epoche: quelli affiorati dalle demolizioni causate dal Vittoriano - «C'è una splendida transenna marmorea del complesso dell'Ara Coeli», mi spiega Maria Selene, «nel punto in cui fu demolito il Passetto di Paolo III, che collegava il complesso di Palazzo Venezia alla scalinata» - e quelli emersi dagli sventramenti ulteriori degli Anni Trenta (reperti archeologici affiorati nel tracciare via dell'Impero). Ed infine quanto ritrovato finora nell'area archeologica sottostante allo stesso Palazzo. «Che diventerà - mi preannuncia la condirettrice - un suggestivo percorso nella Roma sotterranea No, nessun Auditorium, per carità, niente biglietterie e book-shop Sarà una passeggiata archeologica e, in qualche tratto, quasi lacustre Si è deciso infatti di utilizzare paesaggisticamente, dopo averla bonificata, la marrana che probabilmente si estende da qui fino al Campidoglio I fondi sono stati stanziati anni fa dal provveditorato delle Opere Pubbliche, che oggi fa parte del Ministero delle Infrastrutture ».