FOLLONICA. Dall'albergo in cui «il telefono bolle, ma mi tocca dir di no perché siamo strapieni», al bar in cui «dobbiamo riempire i frigoriferi di continuo perché si vuotano in un attimo», l'agosto di Follonica è da sold out. Ma qui non sono i cinquanta giorni di sole dell'estate 2015 ad aver fatto la differenza. Perché rispetto a un anno fa non è cambiato molto: qui, sole o pioggia la gente torna sempre. Che sia per tradizione familiare o perché c'è la seconda casa a pochi metri dal mare. E in fondo, tra grattacieli che induriscono lo skyline e casine che spuntano in spiaggia, questa cittadina esplosa con la speculazione edilizia ha mantenuto le vecchie abitudini: e sotto Ferragosto, nella centralissima via Roma, quasi tutti i negozi chiudono le saracinesche all'ora di pranzo; altro che orario continuato. Ma a Follonica non basta più l'immagine di città per famiglie, figurarsi di città della ghisa. È partita due anni fa la rivoluzione del Comune per far decollare il turismo culturale. L'ex Ilva, a due passi dal centro storico, è stata riconvertita in Città-Fabbrica, con un investimento da 25 milioni di euro: la biblioteca, il teatro Fonderia diretto da Eugenio Allegri, il museo Magma, dove tra il vecchio altoforno e i resti etruschi riletti in chiave multimediale, si riscopre la storia della comunità. Un museo così innovativo da guadagnare molti riconoscimenti internazionali; e, soprattutto, sempre pieno. Ci vengono persino i bagnanti dopo la tintarella in spiaggia; d'estate l'orario d'apertura è studiato su misura per loro, dalle 5 e mezzo di pomeriggio fino alle 11 e mezzo di sera. Poi il Grey Cat Jazz Festival, la musica etnica di Vox Mundi, la rassegna di cabaret «Ridere non costa niente» con Paolo Ruffini. È una Follonica che strizza l'occhio anche al popolo della notte. Di giorno, la passeggiata lungomare strabocca di giovani. Che la sera si tuffano nei locali e nelle discoteche della zona: il Baluba, il Marula, i beach party del Tony's. Ora, i rapporti tra le famiglie che vanno a letto presto e i giovani della movida sono sempre più tesi. In quartieri come il Capannino, all'alba i ragazzi escono dai locali e si riversano in strada, i decibel salgono e i vigili urbani non sono mai abbastanza. Così, all'Officina Italiana, hanno provato per tre volte l'esperimento della Silent Night, con i ragazzi a ballare con le cuffie alle orecchie. Niente da fare, le voci dei giovani danzanti hanno suscitato di nuovo gli strali del vicinato. Così, per non avere problemi, in tanti optano per i locali di Scarlino, come il Tartana o il Cala Felice, dove problemi di rumore non ce ne sono. Tra gli eventi di punta, il bagno Tropicana: Follonica la domenica sera aveva poco nulla da offrire; allora un gruppo di giovani gestori, per una sola sera a settimana, ha lanciato un aperitivo dj-set nella terrazza sopra la spiaggia; risultato, sempre pieno di turisti. E il sindaco Andrea Benini fa una scelta di campo: «È chiaro che bisogna valutare di caso in caso e che, sul rumore, i limiti di legge non vanno mai superati, ma sono per favorire l'apertura dei locali notturni. Follonica deve vivere e svilupparsi». Rivoluzione o no, in città il punto fermo restano pur sempre le famiglie. Quelle senesi, soprattutto, che qui comprarono le seconde case negli anni della speculazione, tanto da farla ribattezzare Siena Beach. Gente che viene da generazioni. Lo sa bene Piero Bertocci, fiero titolare del bagno Florida: «La spiaggia s'è inventata noi», ripete. Fu babbo Augusto a far partire tutto: lì dove c'erano solo scogli, fece portare dagli operai dell'Ilva carri e carri con gli scarti di lavorazione della ghisa, tanto che la prima spiaggia fu nera. Poi, fece portare con le chiatte la sabbia chiara da Cala Violina. E d'inverno andava a Siena, a Firenze, a fare lo strillone: «Venite in vacanza a Follinica!», gridava. «Qualcuno ci cascò», ride oggi Piero. E a 63 anni dall'inaugurazione, ci sono i figli e i nipoti dei turisti di allora. Anche l'animazione è vecchio stile: scala 40, tiro alla fune, corse coi sacchi, bandierina. Ma di fare squadra con gli altri bagni, no, non se ne parla: «Ognuno fa per conto suo». Il sindaco Benini ora vuole superare l'impasse col tavolo unico per gli eventi, per provare a coordinare le iniziative. «A Follonica mettere d'accordo tutti è un'impresa ammette Maurizio Parrini, titolare dell'hotel omonimo e presidente degli albergatori dovremmo cercare di coordinare gli eventi per allungare la stagione». A Follonica, i villeggianti arrivano a fine giugno e se ne vanno a inizio settembre. «La stagione è troppo breve», racconta anche Manuela Passini dell'albergo Piccolo Mondo, una palafitta sul mare. Percorsi escursionistici, eventi sportivi internazionali, sarebbero i modi per attrarre il turismo in primavera e in autunno, specie quello straniero. Poche però le strutture ricettive: a Follonica, non superano la trentina, mentre tra seconde case e appartamenti in affitto si arriva a 10 mila. Ma non c'è un metro libero dal cemento, difficile espandersi verso il mare.
Il museo dopo il mare, la svolta di Follonica
Follonica, una città costiera in Toscana, è in crisi di sviluppo. Nonostante la presenza di attrazioni culturali come il museo Magma e il teatro Fonderia, la città è ancora dominata dalle famiglie che hanno acquistato le seconde case negli anni della speculazione edilizia. Il turismo culturale è stato lanciato due anni fa, ma non ha avuto il successo sperato. La città ha bisogno di nuove iniziative per attrarre il turismo in primavera e in autunno, ma la mancanza di strutture ricettive è un ostacolo. Il sindaco Andrea Benini vuole favorire l'apertura dei locali notturni, ma i rapporti tra le famiglie e i giovani della movida sono sempre più tesi.
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