Un turista sfinito fra i rifiuti e il fremito per l'imminente notte di Taranta: ecco l'ossimoro in cui potrebbe cacciarsi la nostra regione, divenuta confine di un turismo massivo sorprendente, ma anche a rischio di soffocare nelle spire del mercato dell'estate. Dopo che cibo, sole e cinema hanno acceso più di un racconto sulla Puglia, e tanta curiosità, abbiamo il problema di uscire dal semplice boato commerciale, e rigettare quella deriva televisiva, in cui la pubblicità quasi supera i contenuti. La Puglia adesso è a un crocevia, tutto da percorrere in una direzione perfettamente leggibile, a guardar bene. Allo sballo, si può rispondere con il tempo lento della notte sociale, fatta di parola o di percorsi fra vie e piazze antiche delle mille città pugliesi. Ma per fare questo occorre accrescere la coscienza e la pratica della nostra cultura. Che fra mare, campagna e beni monumentali, il tesoro locale sia conosciuto, e in certa misura anche "consumato", è noto da qualche tempo; meno nota è la capacità di trasformare lo scambio fra luoghi e persone in scambio fra conoscenza e modelli di vita concreti, ovvero fra cose e idee. Giustamente la nuova direttrice del museo MarTa tanti auguri Dottoressa degl'Innocenti! rileva che l'identità tarantina oggi si raccoglie più sulla ferriera, e sui suoi plumbei quesiti, che sulla storia di quei luoghi, della quale il fruibilissimo museo locale conserva vestigia stupefacenti. Manca dunque il rapporto abituale fra i beni e le sensibilità individuali, salvo ovviamente alcune splendide eccezioni; ovvero, manca ancora la trasformazione delle emozioni di cui lo spazio pugliese è in grado, in sistemi di cultura e in movimenti di idee. Un museo può essere un ganglio fondamentale di un simile sistema, ma poco può da solo, se non entra a far parte di un processo di istituzionalizzazione della cultura che passi attraverso le scuole e le università, innanzitutto, fuoco di incontro fra generazioni diverse e fra saperi impossibili senza un metodo che li radichi nella formazione, nella ricerca critica e nel dibattito. Anche i teatri, ritoccando poche regole, possono essere di grande contributo; occorre però che il quadro politico-istituzionale si dia una politica organica. La nuova amministrazione regionale ha la sua partita da giocare, per recuperare identità e mediazione sociale, valori fino ad oggi lasciati deperire dalla crisi o dalle politiche sbagliate dei governi nazionali. Il danaro non manca; se ben speso darebbe vita a quella intelligenza circolante che è il contrario della Puglia solo da consumare; possiamo incominciare.