Felicori, Giulierini e Zuchtriegel non erano ai primi posti in graduatoria. L'amarezza degli esclus Gli ultimi saranno i primi e in effetti è stato proprio così: tre dei quattro nuovi supermanager dei musei campani pur essendo tra i 10 prescelti per ogni museo non hanno superato brillantemente la prova dei titoli alla selezione dei candidati. Poi, però, sono stati «premiati» agli orali. In particolare il direttore degli scavi di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, è risultato quello con il punteggio più basso (75). Gli ultimi saranno i primi non è solo un'affermazione tratta da una parabola di Gesù ma anche la filosofia che ha guidato la commissione presieduta dall'ex ministro Paolo Baratta, almeno per quanto riguarda la Campania, nel nominare i nuovi direttori del museo di Capodimonte, degli scavi di Paestum, della Reggia di Caserta e del museo archeologico nazionale di Napoli. Fino ad oggi la polemica si era sviluppata sulla scelta "esterofila" del ministro Dario Franceschini di affidare alcuni tra i beni artistici e culturali più rinomati d'Italia a personalità straniere. Come il francese Sylvain Bellenger, chiamato a rilanciare il museo di Capodimonte, e il tedesco Gabriel Zuchtriegel promosso a soli 34 anni alla guida del parco archeologico di Paestum. Desta però altrettanto stupore che tre dei quattro neodirettori, all'esito dei lavori di valutazione dei candidati sulla base dei curricula e delle lettere di motivazione, non abbiano brillato nell'assegnazione del punteggio a tal fine attribuito. Se si fa eccezione per Bellenger, primo in graduatoria tra gli aspiranti direttori di Capodimonte con 84 punti («profondo conoscitore non solo della pittura e della scultura, ma altresì delle importanti, ma trascurate arti decorative napoletane», l'ha definito il presidente di Italia Nostra-Napoli, Guido Donatone, in una mail di vivo compiacimento inviata a Franceschini), gli altri tre sono stati ammessi al colloquio con un punteggio decisamente inferiore rispetto agli altri. Prendiamo il caso del bolognese Mauro Felicori, neodirettore della Reggia di Caserta: 79 punti a fronte degli 81 di Fabrizio Vona e degli 81 di Rosalba Iodice, entrambi dati in pole position per la nomina di supermanager visti anche i loro trascorsi nell'opera di valorizzazione del monumento vanvitelliano. «Sarei una bugiarda se non ammettessi di essere sorpresa e anche un po' amareggiata - dice l'architetto Iodice, artefice di un importante intervento di riqualificazione intorno alla Reggia - penso di aver fatto un colloquio brillante, ero convinta davvero di potercela fare e per questo mi sono misurata con una competenza che sapevo di poter affrontare. Sono davvero dispiaciuta». Anche nella corsa alla direzione del museo archeologico di Napoli il vincitore, il toscano Paolo Giulierini, non era il favorito, stando all'iniziale valutazione dei suoi titoli: 77 punti. Meglio di lui avevano fatto Maria Paola Guidobaldi, a lungo direttrice degli scavi di Ercolano, (78 punti) e Franco Marzatico, per lunghissimo tempo direttore del Castello di Trento, icona dell'intero Trentino (82 punti). Ma è proprio Marzatico a svelarci un retroscena che può essere interessante per comprendere la dinamica che c'è dietro ad alcune scelte: «Qualche tempo fa sono stato interpellato dal ministero - riferisce l'archeomanager - per verificare la mia disponibilità a spostarmi a Napoli per dirigere il museo archeologico. Io ho fatto presente per correttezza e senso istituzionale che avevo in corso proprio nello stesso periodo dei contatti con la Soprintendenza di Trento per assumere l'incarico di sostituto soprintendente in vista dell'effettiva nomina dal prossimo 1 novembre. Non sono un giocatore di carte nè una banderuola, ma un professionista serio e così ho rimesso ogni decisione nelle mani del ministero. Non è stata una scelta facile, Napoli è una terra bellissima, avete dei musei strepitosi. Spero di non pentirmene per il resto dei miei anni». E veniamo, infine, agli scavi di Paestum la cui direzione è stata affidata all'archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel che vanta un altro primato, oltre a quello di essere il più giovane tra i neo supermanager: il peggior punteggio conseguito all'esito dei lavori di valutazione dei candidati: solo 75 punti. In lista c'erano anche qui, tra gli altri, Maria Paola Guidobaldi (78 punti) e Franco Marzatico (82 punti) oltre alla direttrice uscente del museo e area archeologica di Paestum Marina Cipriani (76 punti). «Può darsi che Zuchtriegel abbia fatto un brillantissimo colloquio per cui il punteggio è diventato alto - azzarda Cipriani, in pensione da un paio di mesi dopo 27 anni alla guida dei Templi - io non lo conosco però gli auguro ogni bene e se avrà bisogno di me sono pronta, senza prevaricazioni perché il mio tempo è finito per limiti di età e per stanchezza». Su un punto comunque l'ex direttrice è già d'accordo con il suo successore: il recupero per l'esposizione dei tesori tenuti nascosti nei depositi: «Quei depositi li conosco meglio di casa mia, ci sono alcuni milioni di oggetti e rappresentano un'autentica miniera. Zuchtriegel prendesse in considerazione l'ipotesi di un museo diffuso sul territorio».