A fine luglio l'inaugurazione dopo quasi 30 anni di abbandono. Ospiterà eventi culturali di livello TORINO - Il Mausoleo della Bela Rosin a Mirafiori restaurato e finalmente decoroso, potrebbe essere inaugurato già a fine luglio, o al massimo a settembre. I 30 anni bui dell'abbandono, della devastazione e delle presunte messe nere, sono terminati. E il piccolo Pantheon, il sepolcreto della moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, Rosa Vercellana, ritorna a essere un monumento simbolo di questa parte di città. L'intervento per il suo restauro è durato quasi tre anni, è costato al Comune circa 3 milioni di euro, interamente derivati dal bilancio, ma a vederlo ieri, quando l'assessore Fiorenzo Alfieri e il presidente della Circoscrizione Maurizio Trombotto hanno fatto un sopralluogo, si capisce che ne valeva la pena. «Il mausoleo sarà finalmente ridonato al quartiere cui appartiene - dice fiero Trombotto - un risultato al quale abbiamo sempre creduto sin dall'inizio degli anni '90 quando abbiamo cominciato a spingere per il suo restauro, un impegno che ha trovato il fondamentale supporto dell'assessore Alfieri». Soddisfatto, ovviamente, anche l'assessore che ha sottolineato la funzione importante di «questo vero e proprio simbolo della città, della sua storia, che è stato restituito alla bellezza originale. Un luogo che avrà di certo una importante valenza, anche nei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia». La struttura del mausoleo, che ospiterà eventi culturali come mostre, concerti di musica classica, arte, ma tutto in modo estemporaneo, limitato nel tempo per rispettare la sua natura di sepolcreto, ha un bel viale d'accesso in acciotolato con le luci ai lati. Una cinta muraria che racchiude i 29.000 metri quadri di parco (che attende gli ultimi interventi per la sistemazione di prato e alberi) e un colpo d'occhio che impressiona. Dentro l'unica modifica è stata lo spostamento dell'altare nella parte esterna posteriore dell'edificio, per il resto l'intervento ha seguito le indicazioni originale del progetto. Con il marmo chiaro e venato, le colonne chiare e il soffitto che ricorda quello del Pantheon di Roma. Niente foro al centro della cupola, però: è stato chiuso da una copertura in vetro sormontata da una croce, che comunque lascia intravedere il cielo. La storia del Mausoleo, costruito nel 1888, tutto sommato non è lunga ma abbastanza complessa. Come detto l'architettura è la copia esatta del Pantheon di Roma (i riferimenti in scala minore sono sorprendenti: identiche le proporzioni, gli apparati decorativi e gli elementi costituenti pronao e cupola), perché la famiglia di Rosa Vercellana volle che la moglie morganatica di Vittorio Emanuele II venisse tumulata in un edificio uguale al luogo dove vennero collocate le spoglie del primo Re d'Italia. L'edificio è divenuto proprietà del Comune di Torino nel 1970, al costo di 132 milioni, e da allora è stato quasi inutilizzato: subito alcuni vandali sacrileghi violarono il sepolcro, scoperchiarono le bare e mutilarono le salme. A quel tempo lì c'erano ancora le spoglie della Bela Rosin e dei suoi figli che poi furono trasportate al cimitero parco. Nel 74 l'area, risanata, fu aperta senza custodi e nuovamente distrutta. Nel 76 estremisti di sinistra occuparono le strutture all'ingresso del parco, che vennero fatte saltare in aria da estremisti di destra. Nel 1977 venne ancora occupato dagli squatter dell'epoca. Giunsero quindi i satanisti e infine gli spacciatori. Il 10 settembre 1979 ci fu una sparatoria tra malviventi e Mirafiori ne ebbe abbastanza: l'ingresso del sepolcreto venne murato e da allora il degrado divenne l'unico padrone. Fino agli anni '90 quando arrivò l'impulso per il suo restauro. Dal prossimo settembre, quindi, i torinesi riavranno questo vero e proprio monumento all'amore eretto anche come ricordo di una donna che influenzò la vita del Re Vittorio Emanuele II, senza mai essere diventata regina.