Dal nuovo direttore del polo museale di Brera, James Bradburne, «mi aspetto quel grande lavoro di promozione culturale che Brera aspetta da tempo». L'assessore alla Cultura del Comune, Filippo Del Corno, saluta con favore la nuova nomina alla Pinacoteca. «Mi auguro che fin dall'inizio lavori per dare piena consapevolezza alla città della ricchezza e del fascino delle opere che compongono la collezione. Se riuscirà in questo, tutto il resto sarà in discesa». Assessore, conosce già Bradburne? «Solo di fama. Ha un curriculum di altissimo valore». Che cosa si aspetta dal nuovo corso a Brera? «Per prima cosa, va ringraziata Sandrina Bandera per l'impegno e i risultati concreti ottenuti. Ora, dal nuovo direttore mi aspetto che riesca a trovare il modo di "invitare" i milanesi, e non solo, a visitare una collezione straordinaria. Anche se il primo compito di chi arriva in una situazione complessa come quella di Brera è capire e farsi una propria opinione di quello che può essere lo sviluppo più positivo per il polo museale». Quale sarà secondo lei il dossier più difficile che il nuovo direttore dovrà affrontare? «Il più complicato è la coabitazione e la collaborazione con le altre istituzioni, a partire dall'Accademia, per trasformare Brera in un hub culturale con diverse anime e specificità». Alcuni hanno criticato la scelta di uno straniero. Lei cosa ne pensa? «Credo sia positiva questa iniezione di competenze e che un occhio esterno possa aiutare a trovare soluzioni a problemi strutturali. E poi, siamo spesso felici quando i nostri curatori vengono chiamati a dirigere musei all'estero. Dovremmo esserlo altrettanto anche adesso». Ma può funzionare? «Con i teatri, proprio a Milano, ha funzionato. Si pensi alla Scala, a Stéphane Lissner, ad Alexander Pereira. Hanno portato a risultati interessanti. Non bisogna aver paura di una visione diversa. Valuteremo». E il Comune? «Siamo pronti da subito a sederci al tavolo a collaborare per una visione sistemica dell'offerta museale della città». In generale, che ne pensa della riforma? «La riforma voluta dal ministro Franceschini porterà finalmente ad affiancare il tema della tutela a quello della valorizzazione, attribuendo ai direttori responsabilità scientifica e manageriale insieme, come spesso auspicato».