Era innamorato delle rovine di Palmira. Dei loro tramonti, quando i templi romani, i colonnati, le statue, le vie pavimentate si tingono di rosso ocra. L'archeologo 82enne siriano Khaled Asaad, che di Palmira era il «custode», è stato oltraggiato, picchiato, torturato e infine pubblicamente decapitato dai jihadisti dell'Isis martedì scorso. Vorremmo che Asaad, vero eroe del nostro tempo, fosse ricordato per sempre dall'Onu. A tutti coloro che in odio al regime di Damasco ritengono improprio «criminalizzare» lo Stato Islamico, è giusto chiedere ragione anche della feroce esecuzione di uno studioso di 82 anni, archeologo noto in tutto il mondo, colpevole di aver protetto fino all'estremo sacrificio uno dei più preziosi patrimoni dell'Umanità. Il professor Khaled Asaad (leggere il cognome per escludere parentele con il presidente Assad), per mezzo secolo capo del sito archeologico di Palmira, aveva avuto sentore ben prima del 21 maggio scorso dei piani dell'Isis di conquistare e distruggere il cuore dell'antica città romana. Ecco perché, con il solo aiuto di qualche giovane collaboratore, Asaad aveva deciso di mettere in salvo, e di nascondere in un luogo sicuro, centinaia di statue. Che altrimenti sarebbero diventate preda dei terroristi dell'Isis. Il professore non era un guerriero, tantomeno un resistente politico, ma soltanto uno scienziato mite, saggio, moderato, poco incline ad accettare logiche conflittuali. Su un punto, però, non avrebbe mai ceduto, a costo della vita: abbandonare alla devastazione più atroce Palmira, alla quale aveva dedicato mezzo secolo della sua vita. Ricevendo riconoscimenti e attestati dagli archeologi di tutto il mondo. Per l'Isis, invece, era il nemico. I tagliagole l'hanno arrestato, interrogato, torturato per oltre un mese. Volevano costringerlo a rivelare dove avesse portato le statue che erano state rimosse. Non ha aperto bocca. Lo hanno decapitato sulla piazza di Palmira, davanti alla folla. Poi hanno appeso il corpo devastato a una colonna. Vorremmo che Khaled Asaad, vero eroe del nostro tempo, fosse ricordato per sempre dall'Onu e da tutte le sue articolazioni umanitarie e culturali. Suggeriamo a Gariwo, la foresta dei giusti, di pensare a un albero col suo nome sul Montestella di Milano.
Torturato, decapitato: non dimentichiamo chi ha difeso Palmira
L'archeologo siriano Khaled Asaad, 82enne, è stato ucciso dai jihadisti dell'Isis a Palmira, in Siria, martedì scorso. Asaad era il custode del sito archeologico e aveva cercato di proteggere le rovine dell'antica città romana. Era noto in tutto il mondo per la sua conoscenza e la sua cura delle statue e dei monumenti. Asaad era stato arrestato, torturato e interrogato per oltre un mese, ma non aveva aperto bocca. La sua uccisione è stata considerata un atto di violenza e di distruzione culturale. L'Onu e le sue articolazioni umanitarie e culturali dovrebbero ricordare Asaad come un vero eroe del nostro tempo.
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