L'INTERVISTALA TOSCANA EVA DEGL'INNOCENTI DESIGNATA DIRETTORE DEL MARTA ANTICIPA I SUOI PROGETTI PER IL RILANCIO DELLA STRUTTURA DIRETTORE, ma da cosa è scaturito questo suo interesse per il museo di Taranto? «Si parla di uno dei musei più importanti d'Europa e, oltre agli ori ellenistici noti in ogni dove, il resto della collezione non è meno interessante. Penso alla sezione dell'archeologia funeraria, così come ai reperti provenienti non solo dal tarantino ma dal territorio apulo. È un punto di riferimento per l'archeologia della Magna Grecia, di cui Taranto è stata uno dei centri più importanti. Ma pure le stesse collezioni romane, meno note al pubblico, rivestono un'importanza notevole». Qual è la sua idea per il new deal del Mar Ta? «Sono convinta che un museo debba essere una struttura polivalente, un luogo deputato non solo alla conservazione ma alla valorizzazione e dunque alla divulgazione, preoccupandosi di intercettare anche il grande pubblico. In questo senso, il MarTa che vorrei dovrebbe essere un centro di produzione culturale, uno spazio aperto alla musica, al teatro e alle letteratura. Non senza scordare la messa in rete col territorio: la valorizzazione del museo di Taranto non potrà prescindervi. Perché il MarTa dev'essere sì un volano di sviluppo culturale, ma soprattutto turistico ed economico». D'accordo, ma come procedere? «Da una parte dovrà essere un centro di ricerca e qui, fondamentale, sarà la partnership con le università pugliesi e, allo stesso tempo, con atenei stranieri. Anche, ma non solo, al fine di poter compiere nuovi e più approfonditi studi scientifici delle collezioni. Necessaria poi sarà la collaborazione con le altre istituzioni culturali, turistiche ed economiche presenti sul territorio, a Taranto come negli altri luoghi del Salento da dove provengono diversi reperti. Penso dunque alla possibilità di creare itinerari che permettano di visitare questo lembo di Puglia, anche oltre la stessa Taranto. Dovremo elaborare strategie di marketing a tutto tondo, insomma». E le risorse? «Bisognerà compensare la penuria dei finanziamenti pubblici puntando sui privati: confido nel mecenatismo delle imprese regionali visto che, fino a prova contraria, la Puglia è una della regioni più dinamiche del Mezzogiorno». Mentre Taranto resta pur sempre una delle città più ferite del Sud, non le pare? «Conosciamo tutti le tensioni e i conflitti sociali che dilaniano Taranto a causa dell'Ilva, ma sono ben felice di accettare la sfida. In una città operaia come questa, allora, fondamentale sarà il dialogo del museo con l'intero contesto socioeconomico tarantino. Penso dunque a progetti mirati che portino al Marta, magari forse per la prima volta, le fasce più deboli della popolazione e i residenti nei quartieri più poveri e a rischio». Cosa l'ha spinta a fare i bagagli dalla Francia? «Lascio un Paese che mi ha accolto al meglio e dove ho creato un museo, ma sono orgogliosa di tornare in Italia, visto che qui mi sono formata: considero l'opportunità che mi è stata offerta come un'occasione per dare un contributo allo sviluppo e alla rinascita del mio Paese, nel nome della cultura. Io ci credo». A quando il suo insediamento a Taranto? «A dicembre, immagino. Dovrò prima terminare i miei obblighi in Francia, ma al lavoro per il MarTa mi ci metterò da subito».
"Così aprirò le porte del museo archeologico alla città"
Eva Degli Innocenti, direttrice del Marta, parla dei suoi progetti per il rilancio del museo di Taranto. Il museo è uno dei più importanti d'Europa e ospita collezioni di ori ellenistici e reperti archeologici. Degli Innocenti vuole che il Marta sia un centro di produzione culturale, aperto alla musica, al teatro e alla letteratura, e che valorizzi il territorio. Per raggiungere questo obiettivo, propone di collaborare con università e istituzioni culturali, di creare itinerari di visita e di elaborare strategie di marketing. Inoltre, vuole coinvolgere le fasce più deboli della popolazione e i residenti nei quartieri più poveri e a rischio.
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