Galleria degli Uffizi si cambia: alla direzione del museo (con Pitti e Boboli) arriva Eike Schmidt: 47 anni, tedesco, marito della storica dell'arte Roberta Bartoli, capo del dipartimento di scultura, arti applicate e tessili del Minneapolis Institute of Arts. Ma «per sette anni felicemente qui a Firenze ci racconta per telefono Arrivai negli anni '90 con una borsa di studio, appassionato di arte del '500 e del '600 e di scultura barocca. Venni a fare una ricerca su Permoser, lo scultore tedesco che portò il barocco nel mio paese. Allora a instradarmi nell'ambiente fiorentino fu un giovane Antonio Natali che era curatore della pittura rinascimentale agli Uffizi». Che al direttore uscente lo leghi un debito di gratitudine e di stima è lui stesso a dirlo: «Antonio è per me amico e guida, seguirò i suoi consigli e gli chiederò se e in che misura intenda collaborare con me. Valuterà lui». Ma insieme non nega che, per l'Italia e la gestione dei suoi musei, ci fosse bisogno di un cambio di marcia, di una gestione più manageriale e più improntata a raccogliere fondi privati. «Cosa che cercherò di fare aggiunge in accordo con il Ministero, anche per la definizione dei lavori dei Nuovi Uffizi. Un progetto importante su cui bisognerà riflettere insieme. A partire dalla scelta da fare in merito alla pensilina di Isozaki. Non so a che punto è la questione appena arriverò me ne occuperò di persona. Ma è certo che una nuova uscita del museo occorrerà realizzarla». Lavori a parte una sua prima ricetta per gli Uffizi che verranno, quando da fine ottobre giungerà in città per ricoprire il nuovo incarico, ce l'ha. «Gli Uffizi spiega soffrono di sovraffollamento. E non perché i suoi 2 milioni di visitatori siano troppi. È giusto che chi lo desidera veda i capolavori di Botticelli e Caravaggio. Piuttosto per l'organizzazione degli ingressi. Quando arriverò anticipa farò in modo di usare le nuove tecnologie per ovviare al problema». Tante le ipotesi in campo: in futuro i biglietti si potrebbero prenotare col telefonino avendo assegnata anche l'ora d'ingresso. I percorsi interni, sala per sala, potrebbero poi essere regolati con audioguide ce ne sono di simili a Disney World che sono collegate a dei Gps in grado di consigliare ai visitatori il percorso meno affollato dentro le sale di un museo. «Penso a piccoli aggiustamenti che potranno cambiare la qualità della fruizione agli Uffizi, un museo straordinario che però non è nato come sede museale». Se gli si chiede di rispondere a una domanda sui sindacati lui non si scompone. «Non voglio prendere posizione in maniera pregiudiziale spiega ma posso dirvi che anche in America abbiamo organizzazioni sindacali forti. Capirò come gestire la questione quando arriverò a Firenze». Dove lo attendono e vivono già i cognati Mario ed Elisabetta e il nipote Tommaso e dove lo raggiungerà la moglie, quando avrà finito il semestre di lezioni all'Università di Minneapolis.