Sul cantiere per la nuova teca dell'Ara Pacis c'è un' inchiesta della Corte dei Conti per danni erariali. L'indagine nei confronti del Comune è nata da un esposto dell'Aduc - associazione per i diritti degli utenti e consumatori - del 17 maggio scorso. Primo Mastrantoni, il segretario dell' Aduc, ce l'aveva con i tempi di realizzazione del progetto dell'architetto Richard Meier. La data fissata per l'inaugurazione della nuova teca, l'aprile 2002, era già stata superata e per l'Aduc era uno spreco di denaro pubblico. Ricevuto l'esposto, la Corte dei Conti decise di affidare l'inchiesta al Vice Procuratore Generale, Maurizio Zappatori. Il magistrato nel giugno scorso aprì un fascicolo d'indagine sulla vicenda. E nei giorni scorsi sono stati recapitati gli inviti a dedurre ad alcuni funzionari comunali. Si tratta di un avviso ai funzionari pubblici di una possibile citazione in giudizio, presumendo una loro responsabilità per i danni stessi. Fonti della Corte dei Conti confermano l'esistenza di alcune irregolarità. E non sembra si sia trattato solo di «problemi formali, ma proprio problemi di legittimità, sostanziali». A far lievitare i costi sono state le differenze tra il progetto definitivo e quello esecutivo sul modo di fare le fondamenta. Erano previste su pali, ma con una variante le hanno fatte a platea, cioè con una colata di cemento, per evitare di intaccare i resti archeologici nel sottosuolo. L'esposto dell'Aduc parlava di «problemi di carattere archeologico, geologico e geotecnica» che, con un'attenta analisi dell'area in questione potevano essere previsti e risolti ed è stato accertato -come hanno sempre confermato anche i funzionari, a partire dal Sovrintendente Comunale, Eugenio la Rocca - che i lavori cominciarono prima di effettuare i necessari sondaggi archeologici. La Procura della Corte dei Conti sembra convinta che fossero prevedibili sia la presenza di resti archeologici che possibili problemi alla stabilità causati dal Tevere. E' un punto su cui hanno dato battaglia architetti e professori insorti contro la teca nei mesi scorsi, come Giorgio Muratore ed Antonio Tamburino: «Prima dei lavori vanno fatti dei sondaggi, altrimenti c'è un aggravio economico. Aggravi che la pubblica amministrazione non si può permettere, tranne che per errori imprevisti». La Procura Regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha condotto le indagini insieme al Garade, il Gruppo Accertamento Responsabilità Amministrative e Danni Erariali della Guardia di Finanza, che avrebbe ipotizzato «danni relativi alla variante per 1.714.793 euro». Mentre per la sospensione dei lavori, l'impresa «Calosi e Del Mastio spa» e il Comune hanno aperto un concordato per 2.952.667 euro. Ma non è una cifra definitiva. Nel caso di una condanna andranno rimborsati all'erario i soldi sprecati per via dei ritardi. Ma la Corte può agire solo nei confronti dei funzionar pubblici, come quelli del Comune, non potrà chiedere nulla all'architetto Meier. Eventualmente, sarà il Campidoglio a decidere se rivalersi sui privati. L'esposto dell'Aduc era indirizzato anche all'autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, competente per legge sugli errori progettuali, sulla correttezza delle procedure, sull'aumento massimo del costo dei lavori rispetto agli importi previsti. Aumento che dal febbraio 1994, dopo gli scandali degl appalti gonfiati di Tangentopo i, sono regolati dalla leggi Merloni. L'articolo 25, poi modificato il 18 novembre 1998, prevede un aumento massimo del 5, tranne che per cause impreviste e ìmprevedibili. La Corte ha mandato copia delle indagini all'authority. E alla Procura Penale verranno inviati tutti i fascicoli. Oggi si riunisce per la primi volta la commissione mista Comune - Ministero dei beni Culturali per decidere le modifiche da fare al progetto Meier. Italia Nostra lancia un appelli per valutare bene i lavori. «Questa indagine chiude il cerchio su Meier - dice il professor Antonio Tamburrino - finora noi ci riferivamo alla storia all'urbanistica, ma ora si dimostrano anche problemi tecnici e procedurali. Non siamo a Burkina Faso, non meritiamo quest'approssimazione. La Commissione si prenda una pausa di riflessione di quattro mesi. E' il limite massimo entro cui la Corte dei Conti dovrà decidere se chiedere il giudizio o meno. Poi si potrebbe ancbe ridiscutere tutto». Tante le firme già messe in calce all'appello, tra gli altri, Carlo Aymonino.
Sull'Ara Pacis la Corte dei Conti ha un'inchiesta
La Corte dei Conti ha iniziato un'inchiesta per danni erariali sul cantiere della nuova teca dell'Ara Pacis a Roma. L'indagine è stata avviata in risposta a un esposto dell'associazione Aduc, che ha denunciato problemi di carattere archeologico, geologico e geotecnico. La Procura della Corte dei Conti ha ipotizzato danni per 1.714.793 euro e sospensione dei lavori per 2.952.667 euro. L'inchiesta ha scoperto che i lavori cominciarono prima di effettuare i necessari sondaggi archeologici e che la variante per le fondamenta causò problemi di stabilità.
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