È in vacanza in Italia quando riceve la notizia del nuovo incarico. La prossima direttrice del Bargello (gestirà anche le Cappelle Medicee, Orsanmichele, il museo di Palazzo Davanzati e casa Martelli) è Paola D'Agostino. Quarantatré anni, napoletana, studi in Italia, poi a Londra e poi ancora negli Stati Uniti oggi è in forze alla sezione di arte europea alla Yale University Art Gallery e viene a prendere il posto di Ilaria Ciseri. In sostanza va alla guida di un museo che nell'ultimo anno ha fatto registrare il segno più quanto a numeri di visitatori (quasi 210 mila). «Sono emozionatissima dice a botta calda è il coronamento di un sogno. Ho lavorato tutta una vita per questo. Se sono arrivata qui a Firenze, a dirigere un museo come il Bargello che tra l'altro è tra i più virtuosi quanto a ingressi, è grazie alla mia formazione italiana (si è laureata a Napoli) e alla mia esperienza americana. Senza l'una o l'altra non ce l'avrei fatta». «Io sono una studiosa di scultura. Mi sono laureata su Bernini e intendo valorizzare i musei che andrò a dirigere, mettendoli in rete più di quanto non siano già oggi e facendoli diventare centri di formazione e di studio per studenti italiani e stranieri». Con che formula? «Penso a quella del Metropolitan Museum of Art di New York spiega dove io ho vinto una borsa post dottorato o a quella del Louvre, dove ci sono centri di ricerca che sfornano grandi professionisti». Non esclude l'ipotesi di lavorare in stretta collaborazione con la direttrice uscente. «Stimo molto Ilaria Ciseri e e in generale i funzionari italiani, e credo che insieme potremo lavorare al meglio. Per il resto vedrò come muovermi quando arriverò a Firenze. Non so ancora quando. Infine una sorta di dichiarazione d'intenti: «Porterò in città la mia esperienza americana quanto a gestione dei budget e degli sponsor ed esperienza amministrativa. Ma so bene che l'Italia è un'altra cosa e che il modello statunitense si potrà applicare solo in parte. Sarebbe miope arrivare con uno schema di interventi mutuato da un'altra realtà. Ogni realtà ha le sue logiche. E io osserverò con attenzione quella di Firenze, una città che amo e dove sono stata più volte per motivi di studio. Ricordo lunghi periodi trascorsi alla Biblioteca Nazionale con emozione e riconoscenza. E non vedo l'ora di tornare per iniziare la mia nuova avventura fiorentina. Il Bargello è un gioiello. Quando stamattina ho saputo non potevo crederci».