«Sono felicissima e molto onorata di poter partecipare a questo rinnovamento delle istituzioni museali voluto dalla riforma del ministro Dario Franceschini. Ritorno nel mio Paese con il cuore pieno di gioia per poter mettere a disposizione tutto ciò che ho maturato in importanti istituzioni straniere». Ha cinquantun'anni Martina Bagnoli, nuovo direttore della Galleria Estense di Modena. In mezzo ai molti dirigenti stranieri nominati alla guida dei nostri più importanti musei, lei è un'italiana di valore che torna in patria. Si è formata a Cambridge, in Inghilterra, poi nel 1999 il dottorato alla Johns Hopkins University di Baltimora. Esperta di arte medievale, con moltissime pubblicazioni in volume e su riviste specialistiche, ha lavorato come curatrice alla National Gallery di Washington e dal 2003 al Walters Art Museum di Baltimora, dove fino a oggi è stata direttrice del Dipartimento di Arte medievale, una delle prime collezioni dedicate all'attività figurativa dei secoli di mezzo negli Stati Uniti. In quel ruolo ha organizzato numerose esposizioni di successo, tra cui nel febbraio 2011 «Treasures of Heaven: Relics, Saints and Devotion in Medieval Europe». È anche responsabile della sezione Manoscritti del Museo, guida il comitato di programmazione dell'Italian Art Society e fa parte del coordinamento dei direttori dell'International Center for Medieval Art. Ha anche insegnato presso la Johns Hopkins di Baltimora. Con questo curriculum di riguardo arriva a dirigere un'istituzione antica e prestigiosa come la Galleria Estense, trasformata dalla riforma in uno dei venti musei autonomi nazionali (non senza qualche polemica per essere stata preferita alla Pinacoteca di Bologna). La galleria modenese raccoglie le collezioni dei duchi d'Este, regnanti prima a Ferrara e poi a Modena fino all'Unità di Italia. Possiede soprattutto tesori del Rinascimento e del Barocco, ma anche del Medioevo, con una collezione di primitivi toscani e di pittori emiliani e modenesi del Tre e del Quattrocento. La nuova Galleria comprende anche il Palazzo Ducale di Sassuolo e la notevole collezione del Museo Lapidario Estense, con sculture e iscrizioni che vanno dall'antichità al Rinascimento. Freschissima di nomina, Martina Bagnoli risponde al telefono dagli Stati Uniti. Le sue prime parole lasciano trapelare la felicità per la nuova avventura: «Sono contenta di poter contribuire a questo cambiamento dopo anni di lavoro all'estero dice di poter innestare le conoscenze acquisite fuori dall'Italia in questo importante processo di rinnovamento». Dalla Galleria Estense non sanno ancora molto circa la sua data di insediamento e anche lei ancora non fa previsioni. Riguardo al lavoro che intende svolgere, per il momento, resta abbottonata. «Sarebbe una cosa arrogante sottolinea imporre un programma dall'esterno. Mi propongo di ascoltare le istanze del personale che finora ha lavorato, così bene, nella Galleria. Il mio sarà un programma concertato con i collaboratori che operano nell'istituzione». Sul fatto di ritornare in Italia, ovviamente, non ha dubbi. «L'idea di rientrare in Italia spiega Bagnoli mi ha spinta a partecipare a questa iniziativa del ministero. La possibilità di fare qualcosa per il mio Paese dopo anni di vita e di attività professionale all'estero, di mettere a disposizione le competenze acquisite, mi ha entusiasmato». Lei, nata a Bolzano, ha lavorato molto sulla pittura medievale umbra, laziale e dell'Italia centrale. Che conoscenze ha della Galleria che dirigerà e più in generale dell'Emilia? «In realtà la mia famiglia è toscana racconta in Emilia non ho mai vissuto, ma sarà per me un'esperienza nuova e credo entusiasmante. Conosco Modena: è una città che mi piace moltissimo, con il suo grande, articolato tessuto culturale, con la sua realtà imprenditoriale importantissima».