Ancora non si placa la polemica sulla nomina di un tedesco, che dice: "Sì all'affitto per finanziare restauri. Succedeva anche in passato, è una pratica storica" E' appena stato nominato, e già fa capire quali sono le sue intenzioni. "E' possibile, anche agli Uffizi, affittare alcune sale del museo ai privati o concederle per eventi agli sponsor, magari per finanziare un restauro", ha dichiarato il 47enne Eike Schmidt, nominato pubblicamente ieri come nuovo direttore della Galleria degli Uffizi, sulle pagine del Corriere della Sera. Schmidt, esperto di arte fiorentina di fama internazionale, arriva dall'esperienza americane del Minneapolis Institute of Art. Ed è da qui che vuole portarsi dietro, fa capire nell'intervista, la possibilità di affittare parti degli Uffizi ai privati. "Succedeva anche in passato, nel Settecento e nell'Ottocento, quando Firenze era una capitale, per le visite di Stato. E' una pratica che ha radici storiche". Dichiarazioni che sicuramente faranno scoppiare polemiche, dopo quelle già suscitate dall'aver nominato un tedesco alla guida di uno dei più famosi musei italiani. Polemica che si è diffusa in tutta Italia, visto che ben 7 su 20 nuovi direttori dei musei pubblici più importanti d'Italia sono stranieri. "Non c'era nessun italiano all'altezza?", si chiedono in molti. "Scelte di altissimo livello", risponde il ministro Franceschini. Nel caso fiorentino, il tedesco Schmidt ha sostituito il direttore uscente Antonio Natali, che non ha nascosto la sua amarezza per l'esclusione. Vedremo quali saranno le prossime mosse del nuovo direttore.