Musei nazionali, scelti i vertici. La direttrice bolzanina: «Ci ho provato» BOLZANO. Nè Antonio Lampis nè Letizia Ragaglia ce l'hanno fatta. Ma un pizzico di Alto Adige al vertice dei musei nazionali c'è comunque. Martina Bagnoli, scelta dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per guidare le Galleria Estense, è nata a Bolzano. I musei italiani si internazionalizzano. Le scelte fatte dal ministro Franceschini, dopo la scrematura fatta dalla commissione tecnica, certo non tengono conto della nazionalità. Sono tanti i musei di prestigio ai cui vertici arriva uno straniero. Il tedesco Eike Schmidt agli Uffizi di Firenze dove, alla galleria dell'Accademia, arriva anche la sua connazionale Cecile Hollberg, poi il francese Sylvain Bellenger al museo di Capodimonte, il britannico James Bradbourne alla Pinacoteca di Brera, un'altro tedesco, Gabriel Zuchtriegel, al parco archeologico di Paestum e infine un austriaco, il tirolese Peter Assman, al palazzo Ducale di Mantova. Tra gli italiani spiccano i nomi di Martina Bagnoli, bolzanina di nascita con studi di storia medioevale in Inghilterra e negli Usa, che va alla Galleria estense mentre l'ex direttrice del Mart Cristiana Collu va alla Galleria nazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma. Un posto per cui si erano candidati anche il trentino Danilo Eccher, direttore della Galleria di arte contemporanea di Torino e la direttrice del Museion, Letizia Ragaglia che era stata tra i nove selezionati alla fase finale. «Avevo fatto domanda prima di essere confermata al Museion, essere tra i nove selezionati è stata una bella soddisfazione perchè c'erano professionisti da tutto il mondo. Tutti i nomi scelti dal ministro diece Ragaglia sono di alto profilo e spero che ora possa cominciare una fase nuova. Grazie alla legge sull'Art Bonus, i musei acquisiscono più autonomia e la vera sfida sarà applicarla. Finora aggiunge Ragaglia non era possibile avere sponsorizzazioni private e si è arrivati ad una situazione paradossale con gli artisti che si pagano le mostre alla Galleria nazionale». Nella commissione che ha selezionato le terne di nomi da sottoporre al ministro, oltre al presidente Paolo Baratta, c'erano quattro esperti di massimo livello. Sono stati loro a selezionare i nove finalisti (per ogni istituzione) tre le oltre 1.200 candidature arrivate. Tra gli idonei c'era anche Antonio Lampis. Il direttore della ripartizione cultura era stato selezionato tra i finalisti per quattro istituzioni: il museo di Capodimonte, gli Uffizi e la Galleria Borghese. «Per errore ho dovuto mettere la crocetta anche sulla Galleria di arte contemporanea anche se non ci sarei mai andato» sorride Lampis spiegando di aver partecipato alla selezione «per misurarsi con il mercato». «Essere selezionati tra i nove che hanno avuto diritto ad un colloqui è stata certamente una bella soddisfazione. C'erano centinaia di candidature di cui moltissime di alto profilo» aggiunge Lampis. Tra i selezionati c'era anche Franco Marzatico, direttore reggente della Soprintendenza ai beni culturali di Trento. Dopo aver guadagnato il punteggio più alto per la guida di ben quattro grandi musei archeologici nazionali: Napoli, Reggio Calabria, Taranto e il Parco archeologico di Paestum, Marzatico ha deciso di rimanere in Trentino.