È la veronese Paola Marini, 63 anni, storica dell'arte e direttore dei Civici musei d'arte della città scaligera, il nuovo direttore delle Gallerie dell'Accademia. La riforma del ministro Dario Franceschini si è compiuta ieri con le 20 nomine nei più importanti musei statali italiani: da Brera all'Accademia, passando per Capodimonte e gli Uffizi. I due pilastri della riforma erano la selezione internazionale e la figura del direttore manager, che dovrebbe portare, forse, all'autonomia finanziaria ciascun museo e una maggiore intraprendenza ora che sono svincolati dalle soprintendenze. Dopo la curatela della mostra su Paolo Veronese «L'illusione della realtà» che ha registrato il bellissimo risultato di 87 mila visitatori in 13 settimane lo scorso anno al Museo di Castelvecchio, Marini arriva a Venezia con il plauso del sindaco di Verona Flavio Tosi in un museo da completare. Le future Grandi Gallerie, portano oggi la firma del restauro di Renata Codello e degli interni di Tobia Scarpa, ma il loro aspetto definitivo e i contenuti spetteranno a Marini. Che per questo incarico partiva in salita, ammessa al colloquio orale con il punteggio più basso, pur a pari merito con altri quattro suoi concorrenti fermi a 79, contro due 82, alla fine ha convinto la commissione presieduta da Paolo Baratta. «Ho recuperato all'orale sorride Marini, al telefono sulle strade dell'Austria verso un concerto dei Wiener -. Mi sentivo un po' una outsider, perché sapevo che c'era molto interesse per gli stranieri e nessuno ha usato i guanti di velluto in commissione». Conosce bene l'ex soprintendente in laguna Renata Codello e anche Tobia Scarpa che per otto anni hanno riorganizzato spazi, colori e senso delle Gallerie. «Mi sembra sia stato fatto un bel lavoro dice la neo direttrice -. Entrare ora nel merito del lavoro di Codello e Scarpa sarebbe difficile. Di certo, l'operazione è un capolavoro in Italia; cosa che non è riuscita nemmeno a Brera, e che ora merita di essere completata con l'allestimento». Entra nel suo nuovo ufficio e la priorità è già individuata: «Sicuramente sbloccare i fondi per completare il restauro della parte storica. Poi bisogna organizzare gli uffici di concerto col direttore del Polo museale regionale, il segretario generale, il direttore Sorani e il ministro e tenere le relazioni con i musei internazionali che hanno opere venete e veneziane, ma poi le università, il comune, la curia». E l'aspettativa creata dalla figura del direttore manager? «Ma siamo tutti già un po' manager e sarebbe bene non dimenticasse la sua professione». Soddisfatto il sindaco Flavio Tosi: «Paola Marini è l'erede di una tradizione museologica e museografica di primissimo livello, degna epigona di Licisco Magagnato che, negli anni '60, chiamò a Verona Carlo Scarpa per il restauro del Museo di Castelvecchio- commenta, a caldo, il primo cittadino -.Il prestigioso incarico di direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia è un riconoscimento della validità scientifica di tutto il suo operato a Verona, dove si è dimostrata degna erede di una tradizione che ha illuminato e contaminato tutta la museografia italiana della fine del secolo scorso e la cui alta professionalità è stata confermata recentemente anche dalla realizzazione della Mostra su Paolo Veronese». Resta solo un rammarico: «Perdiamo una preziosa collaboratrice» fanno sapere da Palazzo Barbieri.
Venezia. Marini manager nomina alle gallerie
Paola Marini, 63 anni, storica dell'arte e direttrice dei Civici musei d'arte di Verona, è stata nominata direttore delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. La nomina è stata annunciata dal ministro Dario Franceschini, che ha anche nominato altri direttori delle principali gallerie italiane. Marini arriva a Venezia con il plauso del sindaco di Verona Flavio Tosi e con l'esperienza di aver curato la mostra su Paolo Veronese L'illusione della realtà al Museo di Castelvecchio. La sua nomina è stata confermata dalla commissione presieduta da Paolo Baratta, che ha valutato il suo merito.
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