Procedure rispettate, almeno per quanto riguarda gli aspetti archeologici: così si è espresso ieri il comitato scientifico chiamato dal ministero per i Beni culturali a valutare il caso dei reperti rinvenuti e quasi del tutto rimossi nelle piazze San Carlo e Vittorio. Prima fumata bianca dunque da Roma, dove il prossimo 16 giugno il comitato tornerà a riunirsi per chiarire le questioni di natura architettonica. Se anche quell'ostacolo sarà superato, potranno riprendere gli scavi per la costruzione del parcheggio in piazza Vittorio, dove la presenza in loco di qualche resto ha suggerito al ministero di interrompere temporaneamente i lavori. E se ci sarà un secondo via libera calerà il sipario sulle polemiche che hanno accompagnato i ritrovamenti. Intanto, An chiede un referendum per decidere il destino di piazza San Carlo. Il partito ha invitato il sindaco Sergio Chiamparino a promuovere una consultazione popolare. Piazza aperta alle auto? Oppure no? Agostino Chiglia spiega: «Chiudendo piazza San Carlo, si chiude di fatto il centro al traffico e oggi il Comune non ha ancora creato alternative all'attuale rete di trasporti pubblici. Chiediamo quindi a Chiamparino di promuovere un referendum cittadino affinchè la viabilità torinese, che interessa tutti i cittadini, non venga lasciata ostaggio di proterve impostazioni ideologiche».
Torino. Primo via libera da Roma a riavviare gli scavi
Il comitato scientifico del ministero per i Beni culturali ha espresso il suo parere sul caso dei reperti archeologici trovati nelle piazze San Carlo e Vittorio a Torino. Il comitato ha affermato di aver rispettato le procedure archeologiche, anche se alcuni reperti sono stati rimossi. Il prossimo 16 giugno il comitato tornerà a riunirsi per discutere le questioni di natura architettonica. Se il comitato confermerà il suo parere, potranno riprendere gli scavi per la costruzione del parcheggio in piazza Vittorio.
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