Beni culturali. Le opere, il restauro, i musei»: il ventesimo numero di Arte Documento diretto da Giuseppe Maria Pilo e appena pubblicato, investe un argomento di viva attualità, in coincidenza con l'entrata in vigore del nuovissimo codice relativo ai beni culturali. Un testo legislativo che prevede che ogni atto di tutela abbia come presupposto la conoscenza di tale bene, che diventa così un punto di riferimento per la cultura storico artistica. Riferimento ben tenuto a mente dalle «Restituzioni» di Banca Intesa, giunte ormai alla dodicesima edizione, argomento a cui il volume da ampio spazio. Sono ormai oltre quattrocento le opere, tutte di fruizione pubblica, a essere state salvate dal programma e l'ideale museo che esse costituiscono spazia dalle epoche protostoriche fino alle soglie dell'età contemporanea. Nel 2004 novanta sono state le opere interessate, pubblicate in Arte Documento: dalle gemme e i vetri del Museo Archeologico di Aitino ai dipinti di Tintoretto e Veronese dell'Ateneo Veneto, mentre cospicuo spazio è dato alle gemme di oreficeria del Tesoro della Basilica di San Marco: calici cinquecenteschi e lampade votive in argento cesellato, piccoli tondi in smalto cloisonné su lamina d'oro e icone bizantine in argento, oro e smalti, esempi di oreficeria di altissimo livello. Anche la Fondazione Cini ha visto restituite perfettamente restaurate opere di grande pregio, come una croce dipinta del XIII secolo o una scultura in stucco di un seguace di Jacopo della Quercia. La seconda parte del volume si apre con un ulteriore omaggio a Pietro Zampetti, cui era stato dedicato lo scorso anno un poderoso volume per festeggiare i suoi novant'anni, seguito da una ventina di saggi di storia dell'arte che spaziano dal Quattrocento al Novecento storico. Molte le novità per quel che riguarda la pittura veneta, da Pietro Amigoni a Rosalba Carriera, da Gaspare Diziani a Giuseppe Bressan: opere inedite che vengono pubblicate per la prima volta, aggiungendo così altri tasselli alla storiografia di molti artisti. Desueto il «viaggio» fra il Gotico cortese e il primo Rinascimento fatto da Pilo e avente come protagonista un retablo, grande pala divisa a scomparti dipinti o in rilievo e inquadrata architettonicamente, di Pere Garcìa de Benavarri, raffigurante le «Storie di Santa Caterina d'Alessandria». Di architettura si occupa invece Lea Salvatori Rizzi attribuendo a Giorgio Spavento, attivo alla fine del Quattrocento, la cappella Corsaro nella chiesa dei Santi Apostoli di Venezia, che riecheggia, su scala minore, la parete ab-sidale della basilica marciana. La conclusione del libro, ricco di straordinaria documentazione fotografica, è tutta per omaggiare Ferruccio Mestrovich, che ha donato la sua splendida collezione di dipinti a Ca' Rezzonico.
Le opere salvate e restituite e i saggi inediti sulla pittura veneta
Il ventesimo numero di Arte Documento, diretto da Giuseppe Maria Pilo, esamina il tema dei beni culturali e il loro restauro. Il codice relativo ai beni culturali è entrato in vigore e prevede che ogni atto di tutela abbia come presupposto la conoscenza di tale bene. Il volume include opere di fruizione pubblica, come le Restituzioni di Banca Intesa, che hanno salvato oltre 400 opere. Il volume include anche opere di alta qualità, come gemme e vetri del Museo Archeologico di Aitino, dipinti di Tintoretto e Veronese, e icone bizantine in argento e oro.
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Bene culturale
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