Dunque, secondo Evelina Santangelo (vedi il suo intervento su Repubblica Palermo), il problema non sono più i 3,50 euro che si pagano per entrare e sostare alla Tonnara di Scopello. Il punto è che si tratta di un luogo così bello che «non può essere privato». Dopo mesi di proclami estivi gridati per il tornaconto politico di qualcuno con lo slogan "mare libero"; le dichiarazioni del sindaco Nicolò Coppola: «Bisogna preparare la guerra per trovare la pace»; dopo la messa in atto, in piena estate, di un'ordinanza comunale abnorme che maschera per legalità l'illegalità - su tale argomento e su altri ancora, si pronunceranno gli organi di giustizia e non intendiamo qui entrare nel merito-; dopo modalità di immissione in possesso indegne di un paese civile che si dichiara europeo; dopo le accuse ai proprietari della Tonnara di speculazioni; le ombre su presunti -e inesistenti- interventi di "poteri forti"; giunge, un'opinione che, nel confermare quanto da noi sostenuto e cioè che tutte queste azioni mirano, da sempre, a togliere la gestione della Tonnara ai legittimi proprietari, ribalta i termini della questione del libero accesso al mare, chiarendo finalmente che non e' questo il vero problema che anima i sostenitori del sindaco. Nessuno rivendica il possesso dei faraglioni di Scopello e del mare cristallino antistante, con i bellissimi fondali e le praterie di poseidonia oggi -malgrado tutelato da una specifica ordinanza della Capitaneria di Porto di Trapani- esposto colpevolmente all'ancoraggio selvaggio, all'inquinamento acustico delle imbarcazioni da diporto e a quello della nafta e degli olii dei loro scarichi, nell'indifferenza più totale dei sedicenti ambientalisti locali. Una rada naturale difesa da due torri di avvistamento, raggiungibile fino a tempi relativamente recenti soltanto via mare, oppure con difficoltà a dorso di mulo per una breve deviazione da una vecchia trazzera borbonica. Protetta da quelle rocce maestose la Tonnara, un insieme di costruzioni racchiuse da una cinta muraria, rimane ancora oggi, un luogo austero, testimonianza in ogni sua parte, perfino nei più minuti dettagli, della pesca stagionale del tonno. Per queste ragioni tutto il sito, e non solo i caseggiati, e' sottoposto a vincolo per il rilievo storico, architettonico e paesaggistico, compresi i cortili e gli spazi aperti di pertinenza. E infatti, contrariamente a quanto in questi giorni sostenuto da alcuni, sia la Soprintendenza di Trapani che la Soprintendenza Regionale del Mare hanno in più occasioni ribadito che la Tonnara di Scopello e' un complesso monumentale costiero costituente un "unicum inscindibile". La Tonnara di Scopello fu una delle ultime a interrompere, nel 1984, un'attività millenaria, ma non fu mai abbandonata dai proprietari. Eppure, nel 2007, quando Legambiente promosse per prima un periplo della Sicilia in catamarano, denominato Salvalarte Tonnare, volto a sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso la visita di alcuni stabilimenti dislocati lungo le coste siciliane, su un patrimonio architettonico e paesaggistico straordinario devastato da manomissioni, amputazioni e incompatibili trasformazioni, da tale ricognizione risultò che la Tonnara di Scopello era l'unica ancora intatta. Ma la mancanza dell'indotto economico è solo uno degli aspetti della questione, perché esso si intreccia con la progressione, negli ultimi anni, del turismo di massa. Così, quando nel 2010 il Consiglio di Giustizia Amministrativa, confermando una precedente sentenza del TAR, cancellò la prescrizione del Piano Regolatore Generale del Comune di Castellammare del Golfo che prevedeva il libero accesso alla Tonnara, studiammo il modo di rendere compatibile la contemporanea convivenza di fattori che si pensava fossero tra loro inconciliabili: da una parte l'apertura al turismo "di massa", nel rispetto di poche semplici regole atte a garantire il decoro del sito ed il pagamento di un ticket per finanziare le spese e dall'altra, l'incentivazione del turismo "culturale" per i tanti ospiti che chiedono di risiedere in Tonnara. Tale strategia ha permesso di restaurare progressivamente gli immobili e di provvedere alla loro manutenzione, senza gravare sulle casse esauste dello Stato, che non ha alcuna possibilità di tenere in piedi il proprio vastissimo patrimonio culturale. Ma vi è di più. La presenza di un turismo qualificato e in crescita che giunge ogni anno in Tonnara ha generato un indotto economico sul territorio di cui tutte le attività locali beneficiano. Perché mantenere il patrimonio storico artistico e paesaggistico di una nazione non vuol dire soltanto conservarlo, ma significa preservarlo, cioe' proiettarne la vita nel presente e tramandare nel futuro i valori, la storia, la immagine. Un recentissimo spot pubblicitario della Canadian Airlines, condensa in pochi secondi le emozioni di viaggiatori di culture e nazionalità diverse, in quattro differenti luoghi del mondo. La Tonnara di Scopello apre il filmato, seguono le immagini di Parigi, New York e Shangai. Non sarebbe stata scelta, qualora fosse stata trasformata in uno stabilimento balneare con ombrelloni e bagnini, come e' avvenuto nei giorni della gestione del Comune. Ora, io credo bisogna portare massimo rispetto e attenzione per i sentimenti, i ricordi e le storie personali; sentimenti che ci accomunano, dato che noi stessi abbiamo frequentato la tonnara fin da bambini. Ritengo però che chi afferma, come fa il sindaco di Castellammare del Golfo che "la Tonnara di Scopello è di tutti" debba preventivamente munirsi di adeguato valido titolo giuridico e non possa, di contro, non tenere conto, con altrettanta considerazione e rispetto, della opinione e del consenso, ben più vasto dei confini del Golfo, che a livello regionale, nazionale e internazionale è scaturito a sostegno di quanto è stato fatto in questi anni per la Tonnara. Né può omettere di considerare che l'immagine della Tonnara, diversamente che in passato, è proiettata oggi in una dimensione di confronto globale in cui la Sicilia stessa deve trovare un proprio ruolo e forse anche una forma di riscatto.