ROMA«L'incentivazione della produzione di energia elettrica mediante fonti rinnovabili costituisce impegno internazionale assunto dallo Stato italiano al fine di ridurre le emissioni di gas serra». È questa la motivazione con la quale il Consiglio di Stato ha sbloccato la costruzione di un impianto eolico proposto dal Comune di Varese ligure e fermato da un ricorso di Italia Nostra che era stato accolto in primo grado dal Tar (tribunale amministrativo regionale). Con questa decisione, che segue due analoghe prese di posizione da parte dello stesso Consiglio di Stato per una vertenza in Molise e del Tar siciliano per un impianto di Enel Green Power, si comincia a configurare un orientamento netto della magistratura: la riduzione dei gas serra, decisa a livello internazionale con il protocollo di Kyoto ratificato da quasi tutti i paesi industrializzati, è un impegno prioritario anche perché è mirato alla salvaguardia di un bene, la stabilità dell'atmosfera, senza il quale verrebbe meno un elemento di base della sussistenza umana. Contrarie all'eolico per il suo impatto sul paesaggio restano alcune associazioni ambientaliste tra cui Italia Nostra e il Comitato nazionale per il paesaggio di Carlo Ripa di Meana che, sul sito della "Nuova ecologia", si spinge ad affermare: «II protocollo di Kyoto non è un totem e molte delle sue ipotesi si sono rivelate non risolutive quando non direttamente menzognere». Ma Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente, ricorda che, grazie al valore attribuito all'energia pulita dal protocollo di Kyoto, il contributo italiano in termini di vento può valere 3,6 miliardi di euro nel periodo 2008-2012. E aggiunge: «L'energia eolica in Italia sarà determinante per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla direttiva europea perle fonti rinnovabili che in Italia, entro il 2010, dovranno coprire il 25 per cento dell'elettricità consumata nel paese». Da questo punto di vista il caso Varese Ligure è emblematico. «Mi sembra un po' difficile sostenere che siamo anti ambientalisti», commenta l'assessore all'Ambiente del Comune Maurizio Caranza.«Siamo stati il primo Comune in Europa ad avere ottenuto la certificazione ambientale e nel gennaio 2004 ci hanno premiato a Berlino come la comunità rurale più sostenibile d'Europa. Il 95 per cento della nostra agricoltura è biologica. Abbiamo ottenuto per primi anche la certificazione energetica e siamo impegnati in tutti i tipi di energie rinnovabili. Oltre al solare abbiamo due pale coliche che rendono al Comune 30 mila euro l'anno, e reinvestiamo le entrate in miglioramenti ambientali. In Comune non è arrivata nemmeno una protesta per l'impianto eolico, anzi la gente ne è orgogliosa, e il segretario del Wwf Gaetano Benedetto tre anni fa è venuto a farsi fotografare assieme a me sotto le nostre pale a vento per una campagna promozionale a favore dell'eolico fatto a regola d'arte. Che dovremmo fare per difendere meglio l'ambiente? Aprire un petrolchimico o costruire una centrale nucleare?»