Solo il Louvre aveva detto di no, poi in considerazione dell'alto profilo della mostra, ha dato il suo sospiratissimo ok per il prestito. I capolavori del Maestro di Serina erano sparsi per il mondo ma si sono ritrovati a Bergamo provenienti dai principali musei; oltre il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, l'Ermitage di San Pietroburgo, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Gemäldegalerie di Dresda, lo Staatliche Museen di Berlino, e i grandi musei italiani come gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie dell'Accademia di Venezia. Lo sguardo della bellezza si è posato su 33 opere in mostra di cui 9 da musei italiani, 5 da diocesi italiane, 19 da musei stranieri 13 prestatori stranieri e 10 prestatori italiani. La mostra ha rappresentato il punto di arrivo un percorso di valorizzazione territoriale avviata da alcuni significativi restauri finanziati dalla Fondazione Credito Bergamasco: il Polittico di Serina che da poche settimane è tornato a splendere nella chiesa parrocchiale e quello dell'Adorazione dei Pastori di Zogno. Prorogata di tre settimane, la mostra ha chiuso i battenti il 12 luglio.Le opere, imballate, hanno preso la blindatissima via del ritorno. È così cominciata l'opera di smantellamento delle sale e dei relativi allestimenti, con la consegna delle chiavi della Gamec avvenuta il 30 luglio. Intanto, gli allestimenti della straordinaria sala del restauro del Polittico di Serina, sono stati impiantati nella chiesetta della Trinità sempre nel paese natale del Palma.