Ha firmato l'hotel Ibis, modificato dalla Soprintendenza «L'opera più bella? Il Garage comunale degli anni Trenta» «Il progetto più bello di piazzale Roma resta il Garage comunale degli anni Trenta dell'ingegner Eugenio Miozzi, ma il problema dell'inserimento di nuove architettura in questa zona della città, è che manca un progetto d'insieme, si fa ogni volta tutto a pezzettini e i risultati sono allora talvolta deludenti». A parlare è l'architetto Carlo Magnani, già rettore dell'Iuav, attuale direttore del Dipartimento di Culture del progetto, ma in questo caso anche parte in causa. Perché è stato lui, con lo studio RS di Padova a "firmare" il progetto del nuovo hotel Ibis che sorgerà nell'area, in Rio Terà Sant'Andrea, affacciato sul rio dei Tabacchi, al posto del garage Roma. Un tre stelle da 80 stanze di prossimo arrivo. Un progetto che era già stato approvato dalla Soprintentendente uscente Renata Codello, ma è che stato profondamento modificato dall'intervento del suo successore, l'architetto Emanuela Carpani, che lo "tagliato" di un piano - da quattro a tre - ma che ha soprattutto contribuito a modificare profondamente la facciata dell'hotel prevista sul rio dei Tabacchi, con una grande sovrastruttura svettante in pietra bianca naturale. Ma l'architetto Magnani non se ne adonta più di tanto. «Nella prima versione era effettivamente un progetto un po' rischioso» commenta «e la soluzione scelta è forse più aderente alla conformazione urbana del rio dei Tabacchi e permette di leggere la stratificazione dei materiali, tipica di Venezia, con la pietra bianca sovrapposta ai mattoni rossi. Anche l'abbassamento di un piano non è un dramma, soprattutto considerando che uno dei problemi della progettazione nell'area di Piazzale Roma sono appunto le volumetrie, perché abbiamo grandi edifici accanto ad altri di dimensioni molto più modeste. L'albergo interviene in un'area che ha già perso di per sè identità, suddivisa com'è su vari livelli e mi sembra abbastanza rispettoso dell'architettura d'insieme e dell'uso dei materiali». Resta - al di là del giudizio sul nuovo albergo che sorgerà e Italia Nostra si è già espressa in modo critico - il problema generale del «patchwork» architettonico generale di Piazzale Roma, in cui si inserirà. «Gli edifici migliori, ripeto, sono il Garage comunale e lo stesso Garage San Marco» commenta Magnani «perché rispettano l'idea di base di presentare qui un altro aspetto di Venezia, più moderno. Lo stesso ponte di Calatrava, indiscutibile dal punto di vista estetico, si pone come una sorta di arco trionfale in collegamento con il Canal Grande, innestando un rapporto comunque artificioso con Piazzale Roma. Il nuovo «cubo» dell'hotel Santa Chiara non lo giudico perché non l'ho ancora visto dal vivo, mentre la nuova Cittadella della Giustizia risponde almeno a un'indiscutibile esigenza funzionale. Ma, ad esempio, la pensilina delle biglietterie Actv continua a «resistere» nella forma attuale senza un senso complessivo rispetto al contesto in cui è inserita. Manca, ancora, un disegno architettonico generale - oltre che urbanistico - di Piazzale Roma e ciascuno continua, nel frattempo, a fare un po' quel che gli pare».
VENEZIA - Piazzale Roma è un patchwork manca un progetto
L'hotel Ibis, situato in Rio Terà Sant'Andrea, è stato progettato dall'architetto Carlo Magnani e dallo studio RS di Padova. Il progetto è stato modificato dalla Soprintendente Emanuela Carpani, che ha cambiato la facciata dell'hotel e ha ridotto il piano. Magnani non si è adontato molto della modifica. Il progetto è stato approvato dalla Soprintendente uscente Renata Codello, ma il problema è che manca un progetto d'insieme per l'area di Piazzale Roma. L'architetto Magnani ha commentato il progetto, affermando che è rispettoso dell'architettura d'insieme e dell'uso dei materiali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo