I COMUNI italiani, dopo aver cementificato molto del suolo (l'Italia ha il il consumo di suolo tra i più alti d'Europa), si apprestano a battere l'ultimo colpo con i loro piani delle alienazioni cercando spazi urbani verdi da destinare alla edificabilità residua. Non esiste un freno alla loro brama di risorse finanziarie perché il decreto Salva Italia (governo Monti) permette loro con una semplice votazione di inserire in un elenco di immobili anche terreni che non siano strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali e il verde pubblico rientra in questa tipologia. È successo nel mio comune rispettando rigorosamente le regole. L'impegno per pianificare urbanisticamente il territorio deve lasciare spazio alle regole di stabilizzazione della finanza pubblica. Chi ha la responsabilità del governo del territorio dovrebbe aver chiaro il dato incontrovertibile che il suolo non è una risorsa rinnovabile. Franco Gangemi Sarnico (Bergamo)