Temperature oltre i 30 gradi, niente aria condizionata e impianto di ricambio. Opere d'arte a rischio. L'ispezione partita dopo una segnalazione di un lavoratore Pare sia stato un agosto da soffocare tra le opere d'arte del Castello di Rivoli. Nonostante la struttura centenaria e la posizione privilegiata rispetto alla città, le temperature da record sommate al divieto di aprire le finestre in assenza di aria condizionata sembra abbiano generato un'afa insostenibile. Tanto che un dipendente del Museo, esasperato, ha fatto partire una segnalazione alla Asl denunciando condizioni di lavoro intollerabili. Sale espositive troppo calde, senza ricambio d'aria e senza impianto di condizionamento. Questa è la situazione del Castello di Rivoli sede del pregevole museo d'arte contemporanea, così come è stata fotografata dai consulenti del pm Raffaele Guariniello, della procura di Torino, che ha aperto un'inchiesta. La situazione più critica si è manifestata al terzo piano dove è allestita la mostra sull'architetto Andrea Bruno. Nel registro degli indagati è stato iscritto il nome della presidente, Daniela Formento, nominata da pochi giorni ma, di fatto, presidente facente funzioni da quasi un anno, e vice di Giovanni Minoli quando era presidente. I collaboratori del magistrato hanno registrato temperature di 30 gradi nelle sale, umidità al 38 e velocità di ricambio dell'aria pressoché nulla. L'accusa di cui adesso dovrà rispondere la presidente è che il documento di valutazione dei rischi non prende in esame il clima malsano che è generato dalle temperature record in assenza di climatizzatori dell'aria. Fondato nel 1984, il Museo di Rivoli - ospitato nel castello di costruzione juvarriana - è considerato ancora oggi uno dei musei più rappresentativi in Italia dell'arte contemporanea.