LA REPUBBLICA ha pubblicato una lettera aperta inviata da insigni costituzionalisti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invitandolo a rinviare al Parlamento la legge di delega di riforma della Pubblica amministrazione in relazione agli articoli concernenti il "silenzio assenso" e la confluenza degli Uffici periferici dello Stato presso le Prefetture, con particolare riferimento alle Sovrintendenze. In realtà il legislatore delegante, che per altri versi ha ben operato, ha avuto una ulteriore caduta di attenzione allorché ha soppresso il Corpo forestale dello Stato considerandolo unicamente come organo di polizia giudiziaria, quando lo stesso Corpo svolge anche funzioni di natura amministrativa come, fra le diverse funzioni di questa natura, la cura delle "Foreste demaniali" residuate in proprietà dello Stato un patrimonio bio-genetico di assoluta rilevanza nazionale ed internazionale la cui gestione richiede un'esperienza e una preparazione che non si può certo improvvisare. Altra funzione di rilievo, sotto il profilo dell'interesse generale, e che ci piace ricordare, è costituita dalle funzioni di consulenza, anch'essa di natura amministrativa, al ministro delle Politiche agricole e forestali circa il coordinamento delle competenze forestali delle Regioni in relazione al momento unitario ovvero di interesse nazionale. Chi scrive è professore ordinario di Diritto forestale e dell'ambiente presso l'università di Firenze, oggi in pensione. Alberto Abrami Firenze HA RAPPRESENTATO un giudizio frettoloso quello deciso dal governo in merito alla soppressione della Forestale. Evidentemente non ci si è resi conto che gli appartenenti al Corpo forestale dello Stato non sono più i comuni guardia-boschi di decenni fa, ma rappresentano un corpo di alto livello professionale che oltre al normale compito relativo alla sorveglianza forestale, svolge importanti servizi nella repressione di reati ambientali e frodi alimentari oggi purtroppo assai frequenti.