Adesso, cinque anni dopo essere uscito fuori dai fondali del Canale di Sicilia, ha ritrovato una gamba, l'antico splendore e anche il suo "papà". Lo storico Paolo Moreno infatti non ha dubbi: il Satiro danzante, datato quarto secolo a.C., è opera del notissimo artista greco Prassitele. I tecnici dell'Istituto centrale di restauro lo hanno liberato di più di cinque secoli di incrostazioni marine, gli hanno restituito lucee colore, e soprattutto, con un sofisticatissimo supporto a bracci telescopici creato appositamente per lui dall'ingegnere Giorgio Raselli, sono riusciti a rimetterlo in piedi riattaccandogli la gamba sinistra, quella che lo slancia in una avvitata piroetta. Oggi il meraviglioso bronzo è al suo debutto pubblico. Alle 18,30, nella sala della Regina a Montecitorio, il vernissage con il presidente della Camera Pierferdinando Casini, il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, il sindaco di Roma Walter Veltroni e, se gli impegni glielo permetteranno, il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Da domani e fino al 2 giugno l'esposizione al pubblico della statua accompagnata da una videoinstallazione del regista Salvo Cuccia che ripercorre la misteriosa storia del Satiro, ripescato nel "mammellone" del Canale di Sicilia, in acque internazionali, il 4 marzo del l998 da un motopesca di Mazara del Vallo, il Capitan Ciccio che poco meno di un anno prima, nello stesso tratto di mare, aveva fatto un'altra pesca eccezionale, la gamba sinistra della statua. La conoscenza del Canale e la collaborazione da tempo instauratasi con la Sovrintendenza ai Beni culturali di Trapani è probabilmente alla base della pesca miracolosa del Satiro che, nei mesi successivi, ha dato adito a tanti sospetti e polemiche finiti poi in un'inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura della Repubblica di Trapani. Nel registro degli indagati finirono, oltre agli uomini dell'equipaggio che ripescarono la statua, anche alcuni funzionari della Sovrintendenza. Compiici e protagonisti secondo l' accusa di un retroscena mai chiarito. II bronzo sarebbe stato ripescato qualche tempo prima del ritrovamento ufficiale, ci sarebbero stati dei tentativi di piazzarlo sul mercato nero del traffico di reperti archeologici, ma vista l'impossibilità sarebbe stato poi ributtato in acqua e nuovamente recuperato. Al momento solo illazioni visto che l'inchiesta giudiziaria non ha portato ad alcunché. In piedi, davanti ai giudici, resta invece un altro contenzioso, quello tra i pescatori e la Regione Siciliana per la ricompensa dovuta agli autori del ritrovamento della statua. Una ricompensa, 450 milioni di vecchie lire, un quarto del valore stimato della statua. Troppo poco, secondo i pescatori, che davanti ai giudici ne rivendicano l'assoluta proprietà. Intanto il Satiro, dopo cinque anni di restauro nell' "ospedale" appositamente realizzato per lui all'Istituto centrale di restauro, si lascia alle spalle le polemiche e si offre al pubblico. Per due mesi alla Camera, a Roma, prima del definitivo ritorno in Sicilia. Che, però, appare ancora nebuloso. La statua, infatti, sarà ospitata presso il complesso monumentale di Sant'Egidio, un'antica chiesa sconsacrata, in corso di restauro, dove la sovrintendenza ai Beni culturali di Trapani intende realizzare una sorta di piccolo museo del mare. Ma diffìcilmente Sant'Egidio sarà pronto per i primi di giugno, bene che vada se ne parlerà a mezza estate. Se non dovesse essere pronta una soluzione alternativa, il Satiro potrebbe finire addirittura nel caveau di una banca a Mazara del Vallo, anche se l'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata assicura: «Nessun caveau, casomai il Satiro verrà ancora esposto in una sede istituzionale a Palermo o a Trapani». E il sindaco di Mazara del Vallo alza subito le barricate: «No al satiro itinerante, il suo posto è qui a Mazara»
Il Satiro ritrova il suo splendore: oggi "debutta" a Montecitorio
Il bronzo del Satiro danzante, un'opera del greco Prassitele, è stato ritrovato nel Canale di Sicilia nel 1998. Dopo cinque anni di restauro, la statua è stata esposta pubblicamente per la prima volta nella sala della Regina a Montecitorio a Roma. La statua è stata recuperata da un motopesca di Mazara del Vallo e la sua storia è stata oggetto di polemiche e indagini giudiziarie. La statua è stata esposta in un'installazione video e sarà ospitata presso il complesso monumentale di Sant'Egidio a Roma per due mesi. La sua destinazione finale è ancora incerta, con possibilità di essere esposta in una sede istituzionale a Palermo o a Trapani o di essere conservata in un museo.
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