12062005 Folla delle grandi occasioni, artisti, galleristi, esponenti della politica e dell'imprenditoria, appassionati d'arte, gente comune richiamata dall'evento, a celebrare l'apertura del Museo d'arte contemporanea di cui Napoli si è finalmente dotata. Gianfranco D'Amato con Enzo e Nucci Giustino percorrono a grandi passi le sale e al commento sulle opere degli artisti aggiungono valutazioni tecniche sul lavoro compiuto dai progettisti che hanno restituito a nuova vita l'antico edificio. Molti gli artisti: per Mimmo Jodice «è un'iniziativa eccellente, finalmente la strada giusta dopo le grandi mostre e i numerosi eventi temporanei che ho molto apprezzato. Napoli merita strutture stabili come quelle che stanno nascendo. L'apertura di Donnaregina segna un momento positivo. Non posso entrare nel merito delle proposte, dopo le presentazioni di rito non sono riuscito ad entrare per il gran numero di intervenuti. Tornerò al più presto». Stessa sorte per Eugenio Giliberti, che non è riuscito ad andare oltre i saloni del piano terra, ma è rimasto «molto divertito dalle reazioni degli abitanti della zona: i commercianti di via Duomo erano informatissimi e contenti del movimento creato dall'apertura del museo, orgogliosa in particolare una signora affacciata al suo basso di via Settembrini». «Un ennesimo passo avanti - commenta Sergio Fermariello - un nuovo segnale di apertura della città alle espressioni del contemporaneo che, a Napoli, si consolida sempre più e, dunque, ha bisogno di spazi in cui questi linguaggi si possano percepire. Quanto alle scelte artistiche, non entro nello specifico dell'impostazione che guarda ad artisti tra i più affermati». Per il gallerista Peppe Morra «non è stata una sorpresa, ma di certo un grande evento per la città anche perché il governatore Bassolino si è accorto che esiste un territorio con il quale interagire. Per il resto, il restauro mi sembra fatto molto bene, sono contento, spero si possano fare al più presto altre iniziative più forti e più interessanti; mi aspettavo di più, le installazioni mi sembrano molto fragili, in definitiva, niente di nuovo». Benedetto Gravagnuolo, preside di Architettura appena rieletto, si dice colpito dal «forte sentimento di gioia e partecipazione della cittadinanza, cosa non scontata per l'arte contemporanea che dovrà interagire con i vicini monumenti storici e spero possa fare da volano per la riqualificazione urbanistica della zona». Torniamo ai galleristi: «A me piacerebbe - aggiunge Laura Trisorio - che in questo museo si sentisse il legame con la città attraverso la storia scritta dagli artisti contemporanei passati sinora nelle gallerie». Dello stesso avviso Alfonso Artiaco: «È stata una giornata fantastica, è importante che emerga in modo inequivocabile la vocazione di Napoli all'arte contemporanea ed il ruolo avuto dalle gallerie ma non limitando l'azione culturale solo agli ultimi dieci anni». Entusiasta Guido Cabib: «Viva Napoli! Sarà un bellissimo museo di stampo internazionale».
NUOVO MUSEO - ARTE CONTEMPORANEA - Folla all'apertura del museo
Il Museo d'arte contemporanea di Napoli è stato inaugurato con grande successo. La folla di artisti, galleristi, politici e cittadini ha accolto l'evento con entusiasmo. I presentatori hanno elogiato le opere degli artisti e il restauro dell'edificio. Molti artisti hanno espresso la loro soddisfazione per l'apertura del museo, che segna un momento positivo per la città. Gli esperti hanno sottolineato l'importanza di Napoli come città dell'arte contemporanea e il ruolo delle gallerie nella promozione dell'arte locale. I presentatori hanno anche elogiato il governatore Bassolino per aver riconosciuto l'importanza dell'arte contemporanea nella città.
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