MA PERCHÉ le migliori teste del nostro Paese si stanno logorando in una obsoleta battaglia ideologica tra i sostenitori della conservazione del nostro patrimonio artistico e i sostenitori della sua necessaria valorizzazione? Perché non si avvia invece un costruttivo confronto sul "Come" valorizzare il nostro patrimonio in maniera tale da poterne garantire la conservazione tenendo conto che l'attuale livello delle risorse pubbliche sta invece irreversibilmente compromettendone la tutela? Dobbiamo concentrarci tutti sulla salvaguardia di questo straordinario "museo all'aperto", a rischio di sopravvivenza, attraverso formule di valorizzazione moderne ed innovative che permettano da un lato l'acquisizione dei fondi necessari alla conservazione e dall'altro lo scatenamento di opportunità per nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato e per nuovi stimoli di supporto all'incoming turistico di tutti i numerosissimi amanti nel mondo della Beauty Italia. Riccardo Rossotto Torino SOTTO la voce di " necessarie riforme" è passata e sta passando la riduzione della sovranità popolare con l'abolizione delle province e del Senato, è tornato il licenziamento illegittimo, viene menomato il diritto alle cure, resta impossibile la scelta dei parlamentari. Da ultimo è a rischio il patrimonio artistico nazionale, con la possibilità di intervenire sul territorio senza attendere alcuna autorizzazione. Basterà il silenzio-assenso. I pubblici uffici, magari sotto organico o depauperati di mezzi, non faranno in tempo a esaminare le domande e questo presunto assenso basterà a intervenire. Per di più le sovrintendenze ai beni artistici saranno accorpate alle prefetture e perderanno la loro autonomia. Il Prefetto, organo subordinato gerarchicamente al Governo, provvederà. Ben otto costituzionalisti hanno inviato un appello al Capo dello Stato perché non promulghi questa normativa. Infine, la Guardia forestale perderà autonomia. Forse verrà meglio armata, ma addio alla tutela ambientale. Mauro Bortolani associazione reggiana per la Costituzione
Quella battaglia sulla bella Italia
Il patrimonio artistico italiano è a rischio di compromesso a causa della riduzione delle risorse pubbliche. I sostenitori della conservazione del patrimonio artistico e quelli della sua valorizzazione sono in una battaglia ideologica. Non si sta avviando un confronto costruttivo sul "Come" valorizzare il patrimonio. La Guardia forestale perderà autonomia e potrebbe essere meglio armata, ma ciò porterà a una tutela ambientale minore. Anche il patrimonio artistico nazionale è a rischio, con la possibilità di intervenire sul territorio senza autorizzazione. I costituzionalisti hanno inviato un appello al Capo dello Stato per non promulgare questa normativa. La riduzione della sovranità popolare e il licenziamento illegittimo sono già avvenuti.
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