Visibilmente soddisfatto, Antonio Bassolino stringe mani, dispensa sorrisi e spinge lo sguardo tra la folla che si accalca all'esterno di Palazzo Donnaregina, alla ricerca di Francesco Clemente e Jannis Kounellis, due degli undici artisti che, con altrettanti interventi «site specific», hanno tenuto a battesimo il Madre. Quel museo d'arte contemporanea richiesto a gran voce, da addetti ai lavori e non, da circa mezzo secolo; quel museo da oltre un decennio nei desideri, nei progetti e negli impegni cultural-politici di Bassolino. Negli anni Novanta in veste di sindaco che «recupera» piazza del Plebiscito alla città e la elegge a inedito palcoscenico dell'arte internazionale, e in seguito come governatore «mecenate», sensibile ai «segnali di cambiamento provenienti dal tessuto vivo della società per rielaborare in senso propositivo un'idea credibile di modernizzazione della politica e della cultura». Dopo tante false partenze, a Napoli prende così corpo, finalmente, la «casa delle arti». Ieri il primo passo inaugurale, in attesa dei successivi, per andare a pieno regime a giugno 2006, con un'antologica di Kounellis e con soli sei mesi di ritardo rispetto agli annunci istituzionali della prima ora. Napoli, città propulsore di crescente prestigio nel panorama artistico nazionale ed internazionale, ieri ha tagliato un traguardo importante, in qualche modo «storico», di cui Bassolino è consapevole protagonista. Dopo il brindisi istituzionale sul portone di Palazzo Donnaregina, dal palco sistemato nell'atrio del Madre, il presidente della Regione Campania tiene a evidenziare la nutrita partecipazione della città alla preview, definendo quella di ieri «una giornata straordinaria, storica». Quella, secondo gli auspici di tutti, che saluta la creazione di un sistema integrato per l'arte contemporanea a Napoli. E dopo aver ricordato le recenti inaugurazioni di Palazzo Roccella - individuandovi un «punto di riferimento per i giovani» - e quella della Galleria dell'Accademia di Belle Arti - «una grande casa degli artisti napoletani e di tanti maestri dell'Accademia» - ha sgombrato il campo dalle polemiche preinaugurali chiarendo la mission culturale del Madre: «Un grande museo di respiro internazionale». A Palazzo Donnaregina, continua Bassolino, «abbiamo cominciato a lavorare appena un anno e mezzo fa. E dopo un anno e mezzo e dopo otto mesi di scavi archeologici inauguriamo la prima parte del museo con la nostra collezione stabile di grande livello come hanno pochissimi musei di arte contemporanea in Italia, e che vede per protagonisti gli artisti che hanno lavorato negli anni scorsi a Napoli, che hanno realizzato opere immaginate, pensate per questo luogo». Una collezione permanente che alle installazioni, alle sculture e ai wall-drawings di artisti di prestigio internazionale intervenuti in piazza del Plebiscito e al Museo Archeologico, affianca altre installazioni. «Una straordinaria collezione permanente», secondo Bassolino, gestita da una Fondazione regionale e che andrà a completarsi con le donazioni e prestiti programmati per l'autunno, compresi quelli di «tutti i galleristi e i collezionisti napoletani», e con l'inaugurazione nel 2006 dell'ultimo piano del museo che aprirà al pubblico con una mostra storico-antologica di Jannis Kounellis, «amico di Napoli». Non mancheranno tutti i servizi di cui abbisogna un «grande museo, comprese alcune sale per bambini e ragazzi del quartiere» sottolinea ancora Bassolino, elogiando le «dimore stabili della cultura» a Napoli.
NUOVO MUSEO - ARTE CONTEMPORANEA Bassolino: Un giorno storico
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha inaugurato il Madre, un museo d'arte contemporanea a Napoli, dopo anni di progetti e scavi archeologici. Il museo, che si trova in Palazzo Donnaregina, ospiterà una collezione permanente di opere di artisti internazionali, tra cui Jannis Kounellis, e sarà gestito da una Fondazione regionale. La inaugurazione è stata segnata da una grande partecipazione della città e da un brindisi istituzionale. Bassolino ha sottolineato l'importanza del Madre per la cultura napoletana e ha elogiato le dimore stabili della cultura a Napoli. Il museo sarà aperto al pubblico nel 2006 con una mostra storico-antologica di Kounellis.
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