Sfidando la noia generale e il senso del ridicolo, ecco alcune precisazioni sulle precisazioni del professor Volpe. a) non ho mai scritto che Volpe è stato nominato membro del Consiglio Superiore per pressioni di Sel, ma che è diventato presidente dello stesso organo in quota Sel. Massimo Bray potrà raccontare, se lo vorrà, delle pressioni che ricevette in questo senso dai parlamentari di Sel quando era ministro, e doveva provvedere a quella nomina: cosa che preferì non fare. E ribadisco io ritengo assai disdicevole che si acceda alla presidenza del Consiglio Superiore dei Beni Culturali non per prestigio culturale, ma per lottizzazione politica e per compensazione di una mancata elezione in Parlamento. Perché se il prestigio culturale rende liberi, l'arrampicata politica rende duttili. b) Volpe dice che non è stato bocciato nell'interpello per diventare Soprintendente di Roma, ma che ha preferito ritirare la domanda: quando ormai anche i sampietrini sapevano che sarebbe stato bocciato. c) Ora Volpe scrive: «non mi sono mai attribuito l'idea della Scuola Nazionale del Patrimonio, ho sempre detto che era contenuta nella relazione D'Alberti, e ho sempre citato l'articolo di Tomaso Montanari in De-Tutela». Imbarazzante, perché il 15 gennaio di quest'anno twittava: «Mia intervista al GR3 con proposta di istituire una Scuola Nazionale del Patrimonio (in podcast da 00:10:17 http:www.rai.itdlgrredizioniContentItem-d071443f-9d19-49ef-b8d2-d569ad38c3cf.html )». L'intervista inizia così: «Una scuola nazionale per funzionari del patrimonio culturale italiano. La proposta, sul modello francese, è di Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali...». d) Quanto a ciò che penso dell'articolo 9, rinvio il professor Volpe a questo libro, da me curato: Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente (Torino, Einaudi, 2012), e in particolare al mio saggio, L'articolo 9: una rivoluzione promessa per la storia dell'arte. E posso rassicurarlo: ho seguito molto da vicino la redazione dell'appello al Presidente Mattarella, elaborato da due coautori di quel libro: Salvatore Settis e Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Un proverbio suggerisce che con la volpe bisogna volpeggiare. Ma per me può bastare. Tomaso Montanari
Precisazioni di Montanari alle precisazioni di Volpe
Il professor Volpe ha fatto alcune precisazioni sulle sue precedenti affermazioni. Ha negato di aver ricevuto pressioni per diventare presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, ma ha ammesso di aver preferito non nominarlo. Ha anche negato di aver avuto l'idea della Scuola Nazionale del Patrimonio, ma ha ammesso di averla proposta in un'intervista. Ha inoltre riferito a un libro curato da lui stesso, in cui si discute dell'articolo 9 della Costituzione, e ha affermato di aver seguito da vicino la redazione dell'appello al Presidente Mattarella. Il professor Volpe ha anche scritto un articolo in cui propone una rivoluzione per la storia dell'arte.
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