Alla regione governata da Bassolino la maglia nera di Legambiente su abusi ed ecomafie L'affare maggiore resta quello legato allo smaltimento illegale dei rifiuti. Per il decimo anno consecutivo "maglia nera" per la Campania per reati ambientali. Prima nel ciclo del cemento, prima nel ciclo dei rifiuti, prima per case abusive. È quanto emerge dall'ultimo rapporto Ecomafia 2005 sulla criminalità organizzata in Campania e sull'illegalità ambientale, presentato la scorsa settimana nei saloni dell'Istituto italiano degli Studi Filosofici da Legambiente. Dati veramente preoccupanti che parlano di una florida azienda la quale, non risentendo affatto del ristagno economico attuale, fattura nella nostra regione circa 6.624 milioni di euro con sessantasette clan che gestiscono il portafoglio. Nel 2004 sono state 6144 le case abusive realizzate nel territorio già martoriato della Campania. Le isole, ma soprattutto la costiera amalfitana le zone più colpite. Ma i rifiuti rimangono l'industria trainante della regione: venticinquemila euro al giorno il guadagno di un trafficante campano di rifiuti; circa un milione e mezzo il fatturato realizzato in un mese da un imprenditore campano che ha smaltito rifiuti fuori regione. Sempre nel mirino la "terra dei fuochi", quel triangolo di illegalità impunita tra Giugliano, Qualiano e Villaricca. "Siamo al cospetto di un impresa che lucra su tutto - ha sottolineato Michele Buonuomo, presidente regionale di Legambiente - e opera spesso nell'impunità assoluta. Può rinvestire gli utili senza alcuna pressione fiscale e gode anche di insospettati aiuti di stato: cos'altro è il condono edilizio se non un incentivo a costmire case fuorilegge e a realizzare una rendita straordinaria col mattone illegale? La riscossa dei Sud parte necessariamente da un piano nazionale di lotta alle ecomafie, attraverso 1 Operazione primavera', un'azione di controllo del territorio, coordinata tra le varie forze dell'ordine". Sanzioni più severe per i reati contro l'ambiente, piano di vigilanza dell'attività estrattive e della coltivazione delle cave, poteri ordinari a Comuni, Province e Regioni. Queste le possibili soluzioni, auspicate anche da Paolo Russo, presidente della Commissione bicamerale sulle ecomafie: "In Campania è ancora forte l'emergenza rifiuti. I edr funzionano male e tra poco alcuni saranno inevitabilmente chiusi. È importante l'istituzione del delitto ambientale, attraverso pene certe, studi del territorio e studi epidemiologici, che mettano in relazione patologie ed errata gestione dei rifiuti". Ma Fazione repressiva dello Stato non deve indirizzarsi solo contro la criminalità organizzata. "Oggi - ha continuato ancora Russo - i nemici da sconfiggere non sono solo i clan, ma anche e soprattutto un'imprenditoria senza scrupoli, più pericolosa perché più vicina alle pubbliche amministrazioni e, dunque, più difficile da individuare. E accanto all'azione dello Stato deve crescere parallelamente una nuova sensibilità capace di contrastare la diffusa illegalità". Importante, in tale direzione, l'intelligente operazione artistica del regista napoletano Eduardo Tartaglia, presente al convegno di Legambiente, che nella sua commedia teatrale L'I fiori di latte" mescola comicità e riflessione sociale, parlando di rifiuti tossici, bufale contaminate e mozzarelle sospette. Secondo l'undicesimo rapporto sulle Ecomafie, comunque, il reato ambientale non è un problema solo campano, ma nazionale. "La Val d'Aosta - ha spiegato Nunzio Cirino Groccia, coordinatore ambiente e legalità dell'associazione ambientalista - è l'unica regione italiana che sfugge al traffico illecito di rifiuti. Per quanto riguardaì'abusivismo edilizio, le oltre dodicimila costruzioni tirate su nel corso di poco più di dodici mesi in Campania sono un fardello insopportabile per la qualità dell'ambiente del nostro Paese e della Campania in particolare, la tutela della legalità, i legittimi interessi delle imprese costruttrici che operano nel rispetto delle regole. Serve una risposta immediata e convincente, magari attraverso la definizione di un vero e proprio programma nazionale di lotta all'abusivismo edilizio".