Il Comune ha creato un comitato per recuperare il sito archeologico dimenticato da anni. Galli: «Servono 200mila euro» CAVO. È tempo di riportare alla luce la villa romana di Capo Castello, ignorata da anni e attualmente nascosta nella macchia e in parte compromessa dalla costruzione di villette moderne . È l'obiettivo che il sindaco di Rio Marina Renzo Galli si è prefissato. Una vera sfida che, se andrà in porto, consegnerà all'isola il trittico completo delle residenze romane del primo secolo avanti Cristo (assieme alla Villa delle Grotte e della Linguella). Questo terzo insediamento è stato in letargo per più di 2000 anni, un pezzo di storia negata. E' un complesso residenziale signorile, simile a quelle già note, discusse per il loro degrado, di Portoferraio. Una grande realizzazione, forse anche''essa della famiglia romana dei Valeri, gli studi lo diranno. Si trova sepolta, la villa, nel promontorio posto in fondo al litorale del paese, un lembo di terra che guarda Piombino, ora super antropizzzato. I resti della Villa romana di Cavo I resti della Villa romana di Cavo «Servono 200-250 mila euro circa per riqualificare il sito ha spiegato il sindaco Galli nel corso della conferenza e alla visita guidata che si è tenuta sabato la Sovraintendenza è d'accordo, affrontiamo le burocrazie e andiamo dritti alla meta, chiederemo fondi Ue e anche il Comune farà la sua parte». La villa si affaccia sul canale, con un belvedere unico. Alla conferenza erano presenti il professor Ferla, Cecilia Pacini di Italia Nostra, Marcello Marinari e Romano Figaia del circolo Pertini, Giada Monni studentessa di archeologia e Gisella Catuogno, la poetessa locale, presenti anche alla fase serale della proiezione di immagini sulla villa romana, nella piazza del paese. «Aiutiamo quindi il Comune -ha ribadito Renzo Galli - E' interesse di tutti, darà lustro a questa parte di isola erroneamente considerata meno attraente». Cavo è infatti un ambiente con un crescente flusso di turisti, dotato di porto, e nel territorio esistono reperti da recuperare, come la chiesa di san Quirico, la torre del Giove, il mausoleo Tonietti di Coppedé. A Cavo sostò Garibaldi e fu luogo segnato da Paul Klee. Ora un altro pezzo pregiato come l'insediamento romano può essere realtà. All'incontro il sindaco ha coinvolto Marco Firmati del dipartimento di archeologia dell'Università di Siena, responsabile scientifico del museo archeologico del distretto minerario di Rio nell'Elba. «Sono stati fatti scavi nel 1999- ha fatto presente l'esperto nella breve escursione e nelle proiezioni- questa villa potrebbe essere anche la più grande dell'isola. Ci sono le costruzioni ormai, ma una parte di alcun centinaia di metri quadrati è sotto un bosco di lecci e la possiamo riscoprire. Molte parti sono ben conservate. Vincenzo Mellini ne disegnò le parti intorno al 1850». Il Comune ha creato un comitato ad hoc per portare avanti il progetto e sarà guidato dallo storico professor Gianfranco Vanagolli.
TOSCANA - ELBA. Nuova vita per la villa romana di Cavo
Il Comune di Rio Marina ha creato un comitato per recuperare il sito archeologico della villa romana di Capo Castello, ignorata da anni. Il sindaco Renzo Galli ha chiesto 200-250 mila euro per la riqualificazione del sito. La villa romana è stata costruita dai Valeri, una famiglia romana, e si trova nel promontorio del paese, con un belvedere unico. Il Comune e la Sovraintendenza sono d'accordo per affrontare le burocrazie e chiedere fondi Ue. La villa potrebbe essere la più grande dell'isola e molte parti sono ben conservate. Il Comune ha creato un comitato ad hoc per portare avanti il progetto, guidato dallo storico professor Gianfranco Vanagolli.
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