«CI stanno facendo una pubblicità immensa: non si era mai parlato così tanto del Museo di Villa Arbusto ». Prova a prenderla con filosofia Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno. Ma il polverone che si è sollevato attorno alla struttura, che ospita la celeberrima Coppa di Nestore, sulla quale sono incisi i versi più antichi in lingua greca rinvenuti in Italia, tutto è fuorché un'operazione di marketing. La petizione online promossa dall'associazione "Bianchi Bandinelli" ha allarmato gli intellettuali di tutta Italia, chiedendo che il Mibact vigili sulla paventata cessione a privati del museo, "con la conseguenza di sfrattare i preziosi reperti che ne costituiscono la collezione". Compresa la coppa, che racconta un pezzo di storia di Pithecusa, l'antica isola di Ischia. «Non sono un uomo di cultura, ma neanche così stupido da pensare di chiudere il museo spiega il primo cittadino E non mi capacito di quanto stia accadendo: mi sarei aspettato, anzi, i complimenti perché riesco stoicamente a tenere aperto il museo, con il Comune in dissesto. Cessione a privati? Smentisco categoricamente: non è stata mai avviata alcuna azione volta a individuare acquirenti, né è stata prevista una posta in bilancio per l'alienazione del bene». Ma nel torrido agosto dell'isola quel museo che ha festeggiato i suoi primi 25 anni di vita vive giorni di profonda desolazione. Cinquemila accessi all'anno, cifra irrisoria per un percorso che custodisce le tracce del più antico insediamento della Magna Grecia in occidente. Niente manutenzione ordinaria: così, agli occhi dei pochi visitatori si apre uno scenario di degrado, tra infissi con vernice scrostata, ringhiere e colonne fatiscenti, tegole rotte. E ancora: una terrazza chiusa per problemi di sicurezza e persino alcune tombe ellenistiche custodite all'esterno, sotto la pioggia, parzialmente coperte da teloni blu. «È già un miracolo che il museo sia aperto», si difende il sindaco. «Non abbiamo personale: dei due custodi, uno abbiamo dovuto destinarlo al cimitero, che ne era sprovvisto. E allora abbiamo dovuto chiamare a raccolta i volontari: quattro giovani che garantiscono l'apertura del museo, sei giorni a settimana, dalle 9 alle 13». Nel pomeriggio è tutto chiuso: «Meglio che niente, no?». Anche l'ex presidente della Regione, Antonio Bassolino, ha denunciato come «uno dei più straordinari reperti archeologici al mondo sia a rischio. Un interessamento del ministero e della Regione sarebbe giusto e importante ». Tra le pieghe di un'estate carica di paradossi (a poche centinaia di metri da qui, ha chiuso al pubblico la Colombaia, la villa che fu residenza estiva di Luchino Visconti), aleggia così sull'isola d'Ischia lo spettro di un nuovo disastro. «Non per colpa nostra» chiarisce il sindaco di Lacco Ameno: «Chiederò un appuntamento al ministro Franceschini. Destini un po' di soldini a Villa Arbusto. Non si può lasciare al sindaco di un piccolo paese in dissesto la gestione. Se davvero il museo è un bene così grande, perché non ci danno una mano? ».
Ischia, il sindaco ora promette "Non venderemo il nostro museo"
Il Museo di Villa Arbusto, situato sull'isola d'Ischia, sta vivendo un momento di crisi. La petizione online promossa dall'associazione "Bianchi Bandinelli" ha sollevato preoccupazioni tra gli intellettuali italiani, che temono una cessione del museo a privati, che potrebbe portare alla sfruttazione dei reperti archeologici. Il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, smentisce categoricamente che non ci sia stata alcuna azione per la cessione del museo, ma ammette che il museo sta vivendo un momento di degrado e che non ha personale sufficiente per la manutenzione.
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