OLBIA. Il restauro delle navi romane, patrimonio archeologico, preziosa testimonianza dell'Olbia punica, romana e mediovale, prosegue con successo. Sui relitti delle imbarcazioni affondate dai vandali, lavora, a Salerno, lo staff scientifico composto da esperti nel recupero di reperti subacquei. Rubens D'Oriano, responsabile per Olbia della Soprintendenza dei beni Archeologici, coordinatore delle operazioni del ritrovamento, che avvenne durante i lavori per la realizzazione del tunnel tra il 1999 e il 2001, sottolinea la convergenza di obiettivi tra istituzioni e enti interessati. «L'amministrazione dei beni culturali in Sardegna, la Regione e l'amministrazione olbiese puntano all'esposizione di cinque relitti, quelli più significativi». Fondamentale, per il proseguimento dei lavori di restauro, è il reperimento dei fondi necessari. Attualmente, alle navi affondate dai vandali, è destinato un cospicuo finanziamento frutto di un accordo di programma stilato dalla Regione e dal Ministero competente. «Questi fondi spiega D'Oriano uniti alle risorse del comune di Olbia, permetteranno di portare i relitti al Museo Archeologico sul mare in tempi record. Preferirei che venissero esposti a tappe, non tutti insieme. I tempi sono legati anche all'allestimento del museo. Comunque, bisogna ricordare che la metà di uno dei grandi relitti è già nella struttura progettata da Vanni Maciocco, l'altra metà vi sarà portata entro l'anno». Il funzionario del Ministero dei beni culturali sottolinea il dinamismo con il quale si procede al restauro. Dunque, parlare di tempi record non è un azzardo. «La storia dimostra come per alcuni ritrovamenti importanti, vedi quello avvenuto a Pisa nel 1998, i tempi di restauro sono di gran lunga più lunghi rispetto ai nostri. Abbiamo iniziato a estrarre i legni dal fango nel 1999 e oggi siamo già in grado di iniziare a mostrarli al pubblico». Stefania Costa
Navi romane, restauro a tempo di record Entro l'anno sarà consegnata al museo l'altra metà di un relitto
Il restauro delle navi romane di Olbia, patrimonio archeologico, continua con successo. Sui relitti delle imbarcazioni affondate dai vandali, lavora lo staff scientifico a Salerno. Rubens D'Oriano, responsabile per Olbia della Soprintendenza dei beni Archeologici, sottolinea la convergenza di obiettivi tra istituzioni e enti interessati. L'amministrazione dei beni culturali in Sardegna, la Regione e l'amministrazione olbiese puntano all'esposizione di cinque relitti. Fondamentale per il proseguimento dei lavori di restauro è il reperimento dei fondi necessari.
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