Pubblichiamo alcune precisazioni di Giuliano Volpe: a) io sono entrato nel Consiglio Superiore dal luglio 2012 su designazione della Conferenza delle Regioni anche per il mio impegno per il PPTR della Puglia; le elezioni nelle quali non sono stato eletto sono del 2013, quindi non sono entrato in Consiglio Superiore proposto da SEL (alla quale non sono mai stato iscritto; ero candidato come indipendente) in quanto 'trombato' (sono le stesse cose che dice Sgarbi e che ha scritto tempo fa un articolista del Fatto Quotidiano quando ho proposto la mia candidatura a Soprintendente di Roma per infangarmi; un articolo chiaramente telecomandato); b) non sono stato bocciato in quell'interpello per Roma, ma ho ritirato la mia domanda, per evitare che che si creassero problemi con altri candidati interni al Mibact; c) non mi sono mai attribuito l'idea della Scuola Nazionale del Patrimonio, ho sempre detto che era contenuta nella relazione D'Alberti, e ho sempre citato l'articolo di Tomaso Montanari in De-Tutela; solo ho ripreso quell'idea, che condivido, proponendone una diversa organizzazione. d) quanto alla questione art. 9, basta leggere l'esordio del suo libro Istruzioni per il futuro, pp. 10-11 per verificare che propone un'impropria identificazione tra Repubblica, res pubblica, Stato. Nulla a che fare con l'ottimo appello di oggi, di cui condivido tutto e nel quale ritrovo anche elementi presenti nella mozione del CS del 4 agosto.