VOLTERRA Comune, Regione e Ministero per le attività e i beni culturali hanno siglato un accordo per la valorizzazione dei siti storici e artistici di Volterra. A due anni dalla firma, però, non è ancora stato nominato il comitato tecnico-scientifico che dovrebbe stabilire, per esempio, le aperture delle sale dei musei, i restauri da effettuare e le iniziative speciali per, appunto, valorizzare tutto quel che Volterra ha di artistico da offrire al mondo. Una situazione paradossale, perché è bloccata a causa della burocrazia. La direzione regionale del ministero dei Beni culturali, che avrebbe dovuto nominare i membri del comitato su indicazione della Soprintendenza, è stata infatti cancellata dalla riforma dello stesso ministero. La lista è già pronta, ma finché non saranno pubblicati i decreti attuativi della riforma non si saprà chi potrà nominarli. Una lentezza che mette i brividi se si pensa all'immenso lavoro che attende proprio Comune, Regione e Ministero, oltre chiaramente alla Soprintendenza, per riportare alla luce l'anfiteatro romano recentemente scoperto. E, soprattutto, alle operazioni finanziarie e strategiche per non farlo diventare l'ennesima occasione persa italiana. «Il rischio c'è - dice Fabrizio Burchianti, direttore del Museo Guarnacci in attesa del rinnovo del contratto da parte del Comune - e nel caso della nomina del comitato si capisce quante difficoltà ci siano in Italia per mettere in moto una macchina, come quella della cultura, che invece dovrebbe avere priorità su molte altre vicende del nostro Paese. Fortunatamente qualche segnale positivo c'è. La Regione, da un po' di tempo a questa parte, sta avendo un occhio di riguardo per Volterra. E anche il ministero si sta muovendo in maniera positiva». Il primo ente assegnerà fondi per vari interventi al Guarnacci, mentre il secondo ha stanziato quasi due milioni per l'acropoli etrusca che saranno utilizzati per rifare lo Sperone crollato e la sistemazione del parco archeologico. La presenza dell'anfiteatro rende forse più difficile la gestione del patrimonio artistico volterrano, ma permette anche di mantenere accesa l'attenzione sul museo a cielo aperto che ormai la città è diventata. «Il sistema museale di Volterra accoglie 200mila visitatori all'anno - dice Alessandro Furiesi, direttore della Pinacoteca - È chiaro che non sono pochi, ma potrebbero essere molti di più se ci fosse una regia come quella del comitato tecnico-scientifico che ancora non è stato nominato. Gli sforzi che si fanno a Volterra servono a fare incassi che ripagano le spese. Ma valorizzare al meglio un patrimonio artistico come il nostro è un'altra cosa. In questo l'anfiteatro romano è una occasione da non perdere per Volterra, ma anche per la Toscana e tutta l'Italia».