E intanto annuncia: «Ricostituiremo la commissione per l'ornato». Ma le polemiche continuano Brugnaro - da sindaco-imprenditore - «spezza una lancia» a favore del "cubo" di Santa Chiara, nonostante la stroncatura quasi generalizzata della nuova ala dell'hotel di Elio Dazzo che troneggia da qualche giorno, scoperta alla vista, tra il Canal Grande e Piazzale Roma. Ma annuncia la ricostituzione della «vecchia» commissione per l'ornato, che una volta il Comune possedeva, con una serie di esperti, perché a decidere cosa sia ammissibile o non per i grandi interventi cittadini non sia solo la Soprintendenza. «Come sindaco mi astengo dal giudizio - ha detto ieri a proposito del "cubo" - ma come cittadino sono sempre curioso delle cose nuove e, personalmente, preferisco che, vicino alla storia, ci sia qualcosa di nuovo invece che delle scopiazzature. Comunque è una polemica che mi affascina moltissimo, perché vuol dire che siamo ancora una città viva. Invito tutti ad aver pazienza: aspettiamo che sia scoperta anche la parte più bassa, che dovrebbe avere un interessante sbalzo. Mi sono fermato a vedere l'ampliamento per tre minuti questa mattina, dalla parte del garage: mi sembra che il bianco sposi il materiale del vicino ponte di Calatrava; ma, ripeto, l'opera va capita e, per il gusto, bisogna dargli tempo. Certo, si tratta di un pezzo di storia di Venezia, fatto con soldi dei privati. E quel che deve spingere maggiormente alla riflessione è il problema della burocrazia, visto che ci sono voluti venti anni per farlo». Il livello della polemica intorno all'opera resta però molto alto, e anche il Ministero dei Beni Culturali, con il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni ha chiesto ora le carte per esaminare il progetto del nuovo Santa Chiara autorizzato dall'allora Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello, quando i buoi, però, sono scappati dalla stalla, perché il "cubo" è già lì e non può certo essere demolito. Ma c'è anche chi ricorda le responsabilità del Comune - non solo della Soprintendenza - al via libera al progetto, come l'ex consigliere comunale della Lista in Comune Beppe Caccia. Nel marzo del 2009 infatti il Consiglio comunale approvò a stretta maggioranza - anche con i voti determinanti di una parte del Pd - un emendamento del centrodestra presentato dal consigliere Saverio Centenaro che milita anche nell'attuale assemblea di Ca' Farsetti, sempre per Forza Italia. L'emendamento interveniva sulle norme tecniche di attuazione della Variante al Prg del Centro storico, prevedendo che la costruzione di locali interrati - come il nuovo garage del "cubo" di Dazzo - fosse ammissibile nella città storica per le aree novecentesche come Piazzale Roma, senza prescrizioni nel Piano particolareggiato.(e.t.)