CIVIDALE. Stando alle posizioni espresse dal competente assessorato in sede di consiglio comunale, appena pochi giorni fa, sembrava che per il progetto privato mirato alla realizzazione di una centralina idroelettrica sulla sponda sinistra del Natisone, a valle del ponte nuovo, si profilasse un destino ben diverso da quello toccato all'ipotesi precedente (che puntava a costruire la struttura sulla rosta in corrispondenza del tempietto longobardo e che era stata, di conseguenza, immediatamente stoppata dall'esecutivo). Il via libera, invece, non è arrivato nemmeno stavolta, a differenza della sensazione prodotta dalle spiegazioni fornite in materia - durante l'assemblea civica, appunto - dal titolare della delega all'ambiente, Elia Miani, che aveva risposto a un'interrogazione presentata dalla minoranza. Un esame più attento della documentazione ha evidentemente suggerito una scelta diversa, inducendo l'esecutivo ad avanzare alla Regione - che tramite il servizio valutazioni ambientali sta curando il procedimento di verifica di assoggettabilità alla Via, la procedura di valutazione di impatto ambientale - un'osservazione sul disegno e a chiedere l'archiviazione dell'iter della Via. La centralina, si evidenzia nel testo della delibera, verrebbe installata all'altezza della briglia a valle del ponte nuovo, in un'area caratterizzata da una serie di tutele. Nella fattispecie: è - nella classificazione codificata dal piano regolatore - zona E4.2, ovvero ambito di interesse paesaggistico a protezione del Natisone, nonché fascia Aria (area di rilevante interesse ambientale, individuata dalla Regione con legge 4296), soggetta a vincolo paesaggistico perché dichiarata di notevole interesse pubblico. E ancora: l'articolo 45 delle norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico la qualificano come settore sottoposto alla tutela ex decreto legislativo 422004 "Codici dei beni culturali e del paesaggio". Morale: l'analisi dei contenuti della proposta progettuale ha palesato il contrasto della stessa con gli strumenti di gestione del territorio vigenti in Comune di Cividale, i cui vincoli derivano anche dal recepimento di normative a livello regionale, nazionale e comunitario. Di qui la richiesta di stop. Sviluppi identici, insomma - per il momento, quanto meno: si dovrà poi attendere il verdetto della Regione -, a quelli che avevano contraddistinto il primo, ben più discusso piano per l'attivazione di una centralina idroelettrica: la collocazione studiata per il manufatto (la zona, come detto sopra, antistante il tempietto) aveva messo sul piede di guerra l'opposizione, in primis, e a catena la maggioranza, che aveva alzato barricate contro il disegno.