Monte Bianco: la sfida Italia-Francia all'ultimo turista La neonata funivia SkyWay sul versante valdostano spaventa i vicini dell'Alta Savoia, che corrono ai ripari costruendo una passerella che dalla prossima primavera permetterà di fare a piedi il giro completo attorno all'Aiguille du Midi. E la stampa oltralpe prospetta il sorpasso di Courmayeur su Chamonix Lavori in corso attorno al Monte Bianco. E venti di guerra fra i due "padroni" che se lo spartiscono, Courmayeur e la valle d'Aosta di qua, di là Chamonix e l'Alta Savoia. A riaccendere le micce è stata la costruzione - e l'inaugurazione il 24 maggio con il premier Renzi - del nuovo impianto che sale fino a punta Helbronner da Courmayeur, ribattezzato SkyWay. Una funivia avveniristica, con cabine rotanti, stazioni di arroccamento e d'arrivo dotate di ristoranti, cinema, musei e auditorium. L'assalto turistico è stato immediato. Non tanto alpinisti: dal versante italiano le vie di salite sono decisamente impegnative, soprattutto dopo un'estate rovente che ha "asciugato" i ghiacciai. Ma la posizione strategica della nuova partenza, a Entrèves e non più a La Palud, all'uscita dell'autostrada che sale da Milano e dalla pianura o viceversa esce dal tunnel del Bianco, ha portato da subito nuove folle. Il parcheggio di SkyWay si riempie fin dal mattino e la cosa non fa certo piacere ai francesi. Con il vecchio impianto erano loro a fare i grandi numeri, 500mila utilizzatori all'anno della "téléphérique" che da Chamonix sud porta all'Aiguille du Midi. Con tanto di articoli di stampa (Libération) che titolano "Mont Blanc vs Monte Bianco". I primi conti fanno prevedere un rapido sorpasso e i concorrenti si stanno attrezzando. Le due capitali del Bianco non sono collegate solo dal traforo inaugurato esattamente mezzo secolo fa. Da Courmayeur parte SkyWay che arriva ai 3462 metri di punta Helbronner, da Chamonix la téléphérique de l'aiguille du Midi, che sale a 3777. A unirle in uno splendido viaggio aereo sopra i ghiacciai, tra guglie di granito rosa che spuntano dal bianco della neve, c'è la Télécabine Panoramic Mont-Blanc. E' un impianto che sfida la sorte, tre ovetti metallici - le "tre sorelle" - che si devono fermare quando il vento è troppo forte. La traversata è di per sé un viaggio avventuroso. Nonostante l'impianto sorvoli il territorio francese, la paternità è italiana. E' stato il conte Dino Lora Totino alla fine degli anni Quaranta, dopo aver tentato invano il collegamento Cervinia-Zermatt - ma gli svizzeri gli risposero picche - a lanciare l'idea di una telecabina che sfiorasse il "tetto d'Europa" per unire i due Paesi. Le soluzioni costruttive furono più avanzate, se è possibile, di quelle oggi utilizzate per SkyWay. Tra le altre, un "pilone sospeso" che permette il superamento di un unico tratto tra il Gros Rognon e punta Helbronner, oltre tre chilometri di vuoto in cui i cavi della funivia sono rinforzati da funi trasversali. Per terminare l'impianto furono impiegati trecento chilometri di cavi d'acciaio e nessun elicottero. Oggi i lavori fervono di nuovo lassù. SkyWay è appena terminata dopo quattro anni di lavoro e sull'Aiguille du Midi sono state trasportate nei giorni scorsi 87 tonnellate d'acciaio e 400 di cemento per costruire una passerella che completi quella già esistente e permetta un tour completo della vetta su cui si attesta la funivia che sale da Chamonix. Sarà un tubo con cinque finestroni da cui ammirare le cime del Bianco e un cubo di vetro a precipizio sulle pareti. E' la risposta francese all'impianto italiano, il tentativo di riprendersi, dalla primavera del prossimo anno, i clienti strappati da Courmayeur. Di qua si fa finta di nulla: domani sotto SkyWay si corre la X-Bionic Courmayeur Mont Blanc Sky Race, undici chilometri per 2200 metri di dislivello che diventeranno una corsa di primissimo piano nel panorama dello skirunning. E il 12 agosto si inaugura nella stazione di arroccamento del Pavillon du Mont-Fréty la sala cinematografica.