Si tratta di una società di approvvigionamento di beni e servizi per la Pubblica amministrazione, è controllata dal Tesoro e da poco alla sua guida c'è tal Luigi Marroni (ex capo delle Asl fiorentine e fedelissimo di Renzi). Si chiama Consip e, all'atto pratico, si troverà a gestire 640 milioni di euro per predisporre nuovi servizi ai Beni Culturali italiani. Servizi esterni, sia chiaro, come quelli che in questi giorni stanno mettendo a ferro e fuoco la politica della National Gallery di Londra e che in Italia, per certi versi e con non poche polemiche siamo già abituati a vedere in atto. Dunque, infatti, non si tratta dell'affidare la gestione di musei e tesori in genere a società non statali (anche se parecchio dentro la politica), ma di evitare che gli appalti non vadano a buon fine. Il nostro Paese è ben conosciuto, specialmente da noi stessi, per le grandi opere di corruzione, per tangenti e affini, e visto che la cifra stavolta sfiora la metà stanziata dal Mibact, ci sarà da vigilare parecchio. Anche perché in questa gara, sottoscritta e firmata proprio da Consip e Mibact, rientrano musei, biblioteche, archivi, aree, parchi archeologici e complessi monumentali che vedranno dati a "terzi" sistemi informatici, call center, "customer satisfaction", compiti di monitoraggio, manutenzione di impianti, servizi di pulizia, nonché dell'accoglienza dei visitatori e di informazione. La convenzione, che durerà per cominciare 2 anni, è suddivisa in 9 lotti geografici. Passato questo periodo di prova, diciamo così, le singole istituzioni potranno firmare con le imprese vincitrici contratti di fornitura la cui durata sarà di 4 o 6 anni. Fin qui tutto bene, almeno sulla carta e almeno data la certezza che lo stato italiano non riesce a far fronte alle necessità dei suoi gioielli. Per il resto, nei vari rivoli dove potranno incanalarsi questi soldi, staremo a vedere.
ROMA-Seicento milioni di appalti per i Beni Culturali. Un nuovo capitolo del Tesoro italiano esternalizzato e affidato alla società Consip
Consip, una società di approvvigionamento di beni e servizi per la Pubblica amministrazione, è stata incaricata di gestire 640 milioni di euro per predisporre nuovi servizi ai Beni Culturali italiani. La società è controllata dal Tesoro e alla sua guida c'è Luigi Marroni. La gestione dei servizi sarà esterna, con società non statali. Il progetto è suddiviso in 9 lotti geografici e prevede la gestione di musei, biblioteche, archivi, aree, parchi archeologici e complessi monumentali. La convenzione prevede la durata di 2 anni, dopo cui le istituzioni potranno firmare contratti di fornitura con le imprese vincitrici.
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