SALERNO Pare che sulla Fondazione Ravello soffino venti di sfida e che il governatore De Luca non riesce a sbrogliare la matassa. Doveva essere una passeggiata di salute e invece prima di venerdì pare che il consiglio generale di indirizzo della Fondazione Ravello, convocato dal commissariato ad acta, Raffaele Scognamiglio, continua a rinviare la decisione: nomina del presidente e degli altri organi della Fondazione. Sul piatto della bilancia i nomi, di peso, sono due: il professore Domenico De Masi, che per anni ha guidato l'esperienza di Ravello e il critico d'arte Vittorio Sgarbi. Proprio quest'ultimo pare sia stata l'opzione presentata al commissario di De Luca dal segretario generale della Fondazione Ravello, Secondo Amalfitano. Un nome che imbarazzerebbe non poco il neo governatore - visti i buoni rapporti maturati in questi ultimi mesi - e sul quale si sarebbe aperta una discussione feroce. Così, racconta qualcuno, per De Masi ritornare in sella alla Fondazione non è solo una questione di prestigio, ma a questo punto «di principio». A soffiare invece sul nome di Sgarbi, alimentando le fiamme della disputa, sarebbe soprattutto il centrodestra che ancora in queste ore ha impallinato il sindaco di Ravello reo di non riuscire ad imporsi e far valere la sua posizione. Oggi alle 15 si proverà nuovamente a mettersi d'accordo e far convergere i voti sul sociologo. A votare dovrà essere anche l'ex assessore regionale Caterina Miraglia che malgrado il diktat del partito, dopo la sfuriata del critico contro la sua gestione, difficilmente sarà contenta di mettere il suo nome sulla scheda. Cosicché il rischio, per l'opposizione, è quello di ritrovarsi senza i numeri e dunque convergere sulla figura di De Masi. Sgarbi invece, soprattutto dopo gli attacchi alla Miraglia, pare sia più orientato per un incarico ai musei napoletani (il Madre, ndr). Ravello, per lui, è arrivato a "sorpresa" come una chiamata fatta giusto per mettere in difficoltà il neo governatore De Luca ed "alzare il prezzo" politico per il ritorno di De Masi. Che, per molti, non sarà indolore. Domenico De Masi infatti ha vissuto il suo rapporto con Ravello e il Festival, come con un figlio. In particolare, vincendo la lunga battaglia sulla realizzazione dell'auditorium, osteggiato dagli ambientalisti. Una creatura accarezzata dai tempi del suo mandato da assessore ricoperto, proprio al Comune di Ravello, dal '94 al '95. Prima di approdare alla Fondazione nel 2002. E sempre qui ha fondato e diretto per quattro anni la Scuola internazionale di management culturale per la professionalizzazione dei neo-laureati in organizzazione di eventi. Insomma progetti troppo importanti per uscire di scena senza alcun rimpianto.