San Felice. Ripresi i lavori di messa in sicurezza che dovevano chiudere a maggio E gli operai tornano al centro sportivo fermo da 8 mesi nonostante le donazioni SAN FELICE. Ci vorrà ancora pazienza, ma via Mazzini nel tratto iniziale da via Circondaria a piazza Castello potrà finalmente essere riaperta. A distanza di tre anni e mezzo dal terremoto. Nei giorni scorsi infatti sono ripresi i lavori alla chiesa parrocchiale (quella devastata dal sisma) che a leggere i cartelli di cantiere dovevano essere conclusi tre mesi fa, a maggio. Potrà sembrare strano, ma non si tratta di lavori di ricostruzione post sisma, ma di ... messa in sicurezza. «Da quanto mi hanno riferito, è prevista - spiega il parroco don Giorgio Palmieri - la copertura della chiesa parrocchiale con contestuale pulizia all'interno, per eventuali visite...». La parrocchia infatti non gestisce direttamente il cantiere, che è sotto il controllo della Soprintendenza. In paese non sono mancate le perplessità, perchè opere di pulizia dai rottami e di messa in sicurezza erano già state eseguite. Si ricorderà che si parlava di visite guidate. Ce ne furono due, poi più nulla, e le erbbacce sono cresciute alte metri all'interno. Il nuovo progetto (337 del 2014) della Soprintendenza prevedeva un importo di 441mila euro e la fine dei lavori per il 2 maggio. Evidentemente c'è stato uno dei tanti inghippi della ricostruzione: «Una volta conclusi i lavori saranno ridotte le dimensioni delle impalcature e sarà di nuovo fruibile la strada per il centro. Nei giorni scorsi mi hanno informato che è concluso il progetto per la ricostruzione della canonica, e siamo in attesa delle determinazioni», conclude il parroco, facendo il punto su tutto il complesso immobiliare della parrocchia devastato. Per lavori che riprendono, ce ne sono altri che potrebbero riprendere. Da una decina di mesi sono infatti di fatto paralizzate le opere di ricostruzione e sistemazione del centro sportivo di via Garibaldi, nel progettto dove si sono concentrate importanti donazioni, a cominciare da quella di Enelcuore, e dove sono state concentrate altre importanti donazioni, a partire da quelle del Bayern di Monaco e del Napoli calcio. Incredibilmente, nonostante i costi di progettazione, ci si è resi conto solo dopo che le strutture dell'ex ammasso canapa andavano ulteriormente rafforzate, e così si è resa improvvisamente necessaria una cifra superiore a quella - milionaria - già stanziata. Ma nei giorni scorsi qualcosa sembra aver smosso il cantiere. Dove, sconsolati, si aggirano a volte anche gli operai. «Ci hanno detto che si riparte, vedremo». Una volta completato, il centro sportivo disporrà di una palestra in più che, con la costruzione ex novo del palasport nell'area delle scuole, garantirà una importante dotazione impiantistica al paese. Inoltre, sarà recuperata un'area dove si trovano Croce Blu, Centro Ancora, Avis ed altre associazioni che ha bisogno di essere restituita presto alla cittadina. (a.se)