«ERA davvero necessario?». La domanda se la pongono in molti, dopo l'annuncio dei 18,5 milioni di euro che verranno stanziati dal ministero ai Beni culturali per la ricostruzione dell'arena del Colosseo, nell'ambito del Piano strategico da 80 milioni che prevede 12 grandi progetti in tutta Italia. Anche perché, proprio a due passi dal Colosseo, sono molti i monumenti a rischio, che di risorse per la messa in sicurezza e il restauro hanno un disperato bisogno. A cominciare dalla Domus Aurea: per completare il progetto di risanamento in corso, solo per la parte esterna, servirebbero infatti circa 20 milioni di euro, mentre il progetto completo ne prevede 31. E mentre di sponsor ancora non c'è traccia e il crowdfunding arranca (le donazioni online dopo 10 mesi si aggirano intorno ai 17 mila euro), la quota promessa dal Mibact che dovrebbe aggiungersi al milione e mezzo circa che la Soprintendenza è in grado di stanziare per il progetto ogni anno non è ancora arrivata. Ma non c'è solo la reggia di Nerone. Per rendersi conto delle necessità dei siti archeologici romani basta scorrere la lista delle richieste di intervento che in questi giorni i responsabili dei vari monumenti hanno inoltrato al Soprintendente per il Colosseo e l'area archeologica, Francesco Prosperetti, alle prese con la programmazione 2016. «Le richieste sono di 3 o 4 volte superiori al budget: circa 113 milioni contro i 35 disponibili ammette - Per questo stiamo facendo un'attenta valutazione delle priorità ». Solo dal Palatino sono arrivate richieste «per 20 milioni, quando non ne potremo mettere più di 5 spiega Prosperetti Ma prioritario, a mio avviso, è il complesso delle Domus imperiali ». Dall'Appia Antica, invece, si chiedono stanziamenti per oltre 7 milioni per 18 interventi, che toccano siti come Santa Maria Nova o l'Acquedotto dei Quintili. Mentre a Ostia Antica, secondo i funzionari responsabili, servirebbero 8 milioni. Prosperetti, però, difende il progetto dell'arena del Colosseo: «Quell'intervento ha una sua strategia. Il problema è che bisogna moltiplicare le fonti di finanziamento e fare in modo che gli altri siti rendano di più: per questo abbiamo commissionato uno studio alla Bocconi e la nostra politica, dal prossimo bilancio, sarà quella di ripensare la struttura della bigliettazione per ricavare maggiori entrate». Di diverso avviso, l'archeologo Adriano La Regina, soprintendente dal 1976 al 2004: «Visti gli enormi introiti del Colosseo, la ricostruzione dell'arena si poteva (auto)finanziare dedicando una parte degli incassi, per alcuni anni, al progetto. Mentre avrei destinato risorse straordinarie a interventi urgenti su monumenti che non hanno la stessa capacità di attrarre fondi, come il Mausoleo di Augusto e le Mura Aureliane. Anche se sono del Comune, sono monumenti pubblici su cui lo Stato potrebbe e dovrebbe intervenire».