Se intorno all'area archeologica di Pompei girano milioni di euro e decine di ditte interessate a lavorarci, c'è un tesoro altrettanto meritevole di attenzione' in Campania, ma che è l'emblema stesso della solitudine. E' la Reggia vanvitelliana di Carditello, lasciata all'incuria nelle campagne di San Tammaro avvelenate dalle discariche. Ieri il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini è venuto in provincia di Caserta a prendersi gli applausi per quanto predisposto dal suo predecessore Massimo Bray, che non a caso ha ricevuto nuove minacce di morte: ha firmato un accordo interistituzionale per il recupero del casino di caccia borbonico. Per la prima volta - dopo un'opera di restauro negli anni 90, quando ne era proprietario il Consorzio di Bonifica del basso Volturno - ci sono dei soldi che gravitano anche sul Real Sito: 3 milioni di euro di Fondi del Programma Operativo Interregionale (Poin) Attrattori culturali, naturali e turismo'. Negli anni la Reggia è stata via via depredata e spogliata persino delle mattonelle, e a sua difesa c'è stato solo un volontario, Tommaso Cestrone, da tutti conosciuto come l'Angelo di Carditello: finché c'è stato lui, è riuscito a tenere lontani i ladri di metallo e a curare il parco. Da quando, la notte di Natale di due anni fa, se n'è andato nella roulotte che era il suo rifugio quando era di guardia al Real Sito, l'abbandono è stato totale. Nel frattempo, almeno, si è riusciti ad evitare che il bene andasse ai privati, dopo che, con ordinanza del 27 gennaio 2011, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Ufficio Esecuzioni Immobiliari - ne aveva disposto la vendita all'asta al prezzo base di 10 milioni di Euro. Il Tribunale ha assegnato il diritto di prelazione al Comune, alla Provincia, alla Regione e al Mibact; tuttavia alla fine del 2013 erano già state 11 le aste andate deserte. Con Bray ministro, nel gennaio del 2014, il Ministero è diventato proprietario della Reggia per cui è stato possibile stanziare fondi pubblici per la sua riqualificazione. I lavori, appaltati all'Ati I.CO.RES Srl-F.A.I.M. Srl. con sede legale a Pozzuoli, sono cominciati, nel silenzio generali. rotti solo dalle denunce del Movimento 5 Stelle alla Procura della Repubblica: sembrerebbe che nell'aprire i cantieri non si sia tenuto conto di alcune procedure antisismiche da includere nei progetti richieste dalla legge nazionale in materia di normativa antisismica. "Speriamo che il senso delle nostre richieste venga interpretato unicamente in direzione del rispetto delle leggi e soprattutto della sicurezza dei cittadini - ha spiegato la senatrice Vilma Moronese - non vorremmo ritrovarci con lavori fatti ma non a norma: se ci sono dei dubbi chi è in dovere di chiarire lo faccia ".