Negli Scavi il vizietto' della 'somma urgenza'. Il grosso degli appalti a Perillo, Forte, Samoa e Atramentum. Tutte ditte campane A voler essere cattivi potremmo parlare di lapsus freudiano'. Invece siamo buoni e diciamo che, quando ieri mattina Vincenzo De Luca, all'inaugurazione della Palestra Grande negli Scavi di Pompei, ha annunciato entusiasta "Ora avanti con il Grande Progetto, una miniera d'oro che dobbiamo valorizzare appieno", volesse riferirsi all'importante volano del turismo in una regione come la Campania. E non agli appalti milionari che da tempo girano intorno all'area archeologica più importante d'Italia. Eppure quelli esistono, incidono, influenzano, dettano i tempi del Grande progetto'. E destano finanche l'attenzione dei magistrati, che non si lasciano sfuggire nulla. Del resto in ballo non ci sono bruscolini, ma ben 105 milioni di euro tra fondi Fesr e nazionali, con i quali si dovrebbe arrivare alla riqualificazione del sito archeologico di Pompei entro dicembre 2015. Mission impossible, visto che la spesa è ferma a 40 milioni e al 30 giugno sono state bandite gare per 130 milioni di euro che difficilmente potranno concretizzarsi' in tempo. Dal sito del Grande progetto', per il momento, è possibile prendere visione di quanto è stato fatto nel 2013 e nel 2014. Chi l'ho ha fatto e quanto è stato pagato. A scorrere l'elenco degli affidamenti salta subito agli occhi che ci sono delle ditte che hanno lavorato spesso (e volentieri). Come la Perillo Costruzioni generali srl, che si è aggiudicata le opere di consolidamento e i restauri del Criptoportico, della casa dei Dioscuri, della casa di Sirico, dell'Idrogeo, nel 2013. Anno in cui la Forte Costruzioni e Restauri ha messo mano alle Pareti rosse e alla Casa del Marinaio. Nel 2014 invece ha lavorato per tre volte l'Ati Samoa Restauri-Atramentum' (Regio VII, Regio VIII, Casa della Fontana Piccola) e si è rivista la Perillo in Ati con Atramentum (Regio II). Non solo. Queste ditte non si sono limitate a vincere le gare d'appalto per il 'Grande progetto' ma hanno spesso avuto modo di lavorare nell'area archeologica attraverso la procedura della somma urgenza. Piccoli interventi, cioè, eseguiti con affidamento diretto. Altra curiosità: Perillo, Atramentum ma pure Caccavo srl e Kairos sono amministrate (o comunque hanno nel capitale) da campani. E campane sono le procure che nel tempo hanno acceso i riflettori sui lavori a Pompei: quella di Torre Annunziata e quella della Corte dei Conti che stanno indagando sull'ex commissario Marcello Fiori (oggi leader dei club Forza Silvio), su diversi funzionari ministeriali e regionali, e sulla Caccavo srl'. Che comunque continua a lavorare.