Vorrebbe, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, che tutta l'attenzione dei cronisti fosse concentrata solo sulla riapertura al pubblico della Palestra Grande, dove sono esposti gli splendidi affreschi asportati oltre dieci anni fa dal sito di Moregine. «Su Pompei il vento è cambiato, lo testimoniano gli ispettori Unesco. L'Italia deve essere orgogliosa del lavoro che si sta facendo. Non sarà qualche episodio negativo e cancellare la forza formidabile di questo lavoro». Ma insisti, insisti inevitabilmente il discorso scivola sull'assemblea dei dipendenti che il 24 luglio scorso ha costretto migliaia di turisti a una lunga attesa sotto il sole. È vero che avete messo una taglia su Antonio Pepe, il sindacalista che ha chiesto la convocazione dell'assemblea? «No, a questa domanda non rispondo», tiene duro il ministro. Che inizia però a vacillare quando gli viene fatto osservare che l'assemblea è stata autorizzata dal sovrintendente Massimo Osanna. «Non è vero, la mattina dopo è stato comunicato che l'assemblea non si sarebbe svolta. E poi è stata fatta senza una comunicazione proprio perché il sito restasse chiuso per un'ora, un'ora e mezza, giusto il tempo di organizzare i servizi sostitutivi». Una volta rotto il ghiaccio Franceschini decide che tanto vale andare fino in fondo. «Io credo aggiunge che quando si fa un'assemblea, coscienziosamente ci si debba preoccupare anche della garanzia che un servizio essenziale continui ad essere erogato. Altrimenti si fa un atto contro il Paese e contro la credibilità dei sindacati». Pepe, nei paraggi, non si cura più di tanto delle parole del ministro. Che continua: «Un episodio negativo, fare un'assemblea di domenica mattina (un lapsus perché l'episodio risale a venerdì 24 febbraio, ndr) danneggiando i turisti e lasciandoli in fila è una cosa sbagliata e l'abbiamo condannata. Bisogna riconoscere sempre di più che anche i beni culturali sono servizi pubblici essenziali con tutte le regole essenziali. Ma l'Italia ha bisogno di mostrare al mondo le cose positive che fa oltre a quelle che non vanno». Ma concretamente come si eviterà il ripetersi delle figuracce internazionali? Il ministro schiva anche questa domanda. II governatore Vincenzo De Luca gli dà ragione sui danni d'immagine all'Italia intera. «Lui lo ha detto commenta e io lo ripeto. L'assemblea? Ne penso male». Il numero uno di palazzo Santa Lucia invita ad andare avanti col Grande progetto Pompei «Una miniera d'oro che dobbiamo valorizzare appieno». Il governatore indica tra gli obiettivi anche la riorganizzazione dell'antico porto di Pompei. «Un collegamento culturale spiega ma anche funzionale al servizio della fascia costiera». Rispondendo a una domanda, De Luca specifica che si riferisce ai porti di Castellammare e di Torre Annunziata, soprattutto a quest'ultimo. Intanto tocca al direttore del Grande Progetto Pompei Giovanni Nistri il compito di fare il punto della situazione e di ricordare le prossime tappe: «Ad oggi abbiamo bandito gare per 130 milioni. Già sono stati aggiudicati lavori per 105 e cantierizzati per 6o. È in corso una gara per la messa in sicurezza delle Regioni I, II e III. E domani (oggi, ndr) sarà bandita la gara per le case demaniali. Nel mese di agosto sarà completato il piano per la messa in sicurezza del fronte. A margine della cerimonia il sindaco di Pompei Nando Uliano ribadisce la necessità di una legge speciale per Pompei che aiuti le casse del Comune a finanziare l'accoglienza dei turisti. «Nell'attesa gli rinnovo l'invito a predisporre un bonus sul biglietto di accesso agli Scavi».Scoperta infine una clamorosa gaffe. Sul cartello in lingua inglese che accoglie i visitatori all'ingresso c'è un grossolano errore. Pompei sarebbe stata distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 avanti Cristo (B. C.) e non dopo Cristo com'è appunto avvenuto.
POMPEI - Franceschini: No agli scioperi contro il Paese
Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ha parlato della riapertura al pubblico della Palestra Grande a Pompei, dove sono esposti gli affreschi asportati oltre dieci anni fa. Il ministro ha criticato l'assemblea dei dipendenti che ha costretto migliaia di turisti a una lunga attesa il 24 luglio scorso, ma ha riconosciuto che l'assemblea è stata autorizzata dal sovrintendente Massimo Osanna. Franceschini ha anche criticato il sindacalista Antonio Pepe per aver chiesto la convocazione dell'assemblea. Il governatore Vincenzo De Luca ha sostenuto che l'assemblea è stata un episodio negativo e che bisogna mostrare le cose positive che fa l'Italia.
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