LA due giorni milanese non cancella l'amarezza per una settimana che ha rimesso, per certi versi, indietro le lancette della storia recente di Pompei. La contestatissima assemblea di venerdì 24, con i turisti lasciati in attesa per un'ora e un quarto prima di poter entrare, ha riportato gli scavi al centro delle polemiche. Ravvivando l'immagine di un Paese che non è in grado di valorizzare i suoi tesori e dove dominano corporazioni e interessi di bottega. Il soprintendente Massimo Osanna è a Milano nelle delegazione italiana alla Conferenza internazionale dei minsitri della cultura. Giovedì sera era a Palazzo reale per presentare la mostra "Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei". Professore Osanna, anche la Cgil l'ha accusata di non aver prevenuto il caos di venerdì scorso perché "ha autorizzato l'assemblea". È così? "Il problema non era l'assemblea, ma il fatto che pochi sindacalisti non mi avevano avvisato dell'intenzione di svolgerla lo stesso. Tutto è stato voluto, fatto apposta. Nessuno mi ha avvisato della volontà di tenere ugualmente la riunione. Ho richiesto ora una nota scritta ai responsbaili del servizo per sapere quale era la situazione". Nessuna violazione dei diritti sindacali? "No. Il giorno prima, quando si era tenuta già la prima assemblea, ho verificato che c'erano 12 custodi in servizio e ho deciso di aprire. Rivendico alla soprintendenza la scelta di aprire e o meno il sito. Spetta a me valutare se vi sono le condizioni per fare entrare i turisti. Erano state richieste ben due assemblee, il 23 e il 24 luglio, abbiamo svolto quelli che in linguaggio sindacale si chiamano i tavoli di raffreddamento, tutti si erano detti d'accordo a non svolgere la riunione del 24, tranne Flp e Pepe della Csil. In realtà si voleva chiudere". Eppure la Cgil la accusa lo stesso... "Chiederò di parlare con la segretaria Susanna Camusso, la inviterò a venire a Pompei per poter comprendere da vicino la situazione. Ci sono atteggiamenti che non vanno nella direzione della difesa del bene comune". Lunedì Dario Franceschini restituisce al pubblico un monumento importante, la Palestra grande. Che significato ha oggi la sua presenza? "Il ministro ha accolto il nostro invito, anche per riportare l'accento sugli aspetti positivi di Pompei. È un segnale positivo, riapre un edificio chiuso da anni, è il segno della nuova politica che si pratica a Pompei, fatta di recupero di siti negati. Come quello della Casa dei Vettii, per la quale, dopo tanto tempo, stiamo chiudendo la progettazione e potremo così restituirla". Dopo 4 anni e mezzo però la Schola armaturarum, l'edificio crollato tra l'indignazione internazionale, è ancora negato. "Qui posso annunciare la novità: abbiamo ottenuto da poco il dissequestro dell'area, ho fatto un sopralluogo con i nostri tecnici, hanno spacchettato le parti crollate, rimaste così dal novembre 2010. Stiamo intervenendo con la messa in sicurezza degli affreschi, proteggiamo quanto sopravvisuto che è molto di più di quanto si pensasse. Il crollo interessò le parti moderne. Gli affreschi non hanno subito grandissimi traumi, li mettiamo in sicurezza e li copriamo. Poi con il Grande Progetto 2 manderemo a gara il restauro completo entro il prossimo anno". Professore Osanna, non si registra però analoga attenzione ai visitatori per l'esterno del sito archeologico. Il Movimento 5 Stelle, ad esempio, col deputato Luigi Gallo parla di ritardi nell'attuazione del Piano per la buffer zone: "Mancano i progetti" denuncia... "Il Piano strategico deve essere pronto nel 2016 e lo sta curando la Direzione del Grande Progetto". Ma il turista che arriva a Pompei viene assalito da un suk indegno. Che fare? "Non spetta alla soprintendenza, ovviamente, deve intervenire il Comune. Va eliminato il degrado urbano, serve più pulizia, vanno rifatte le fogne perché quando piove gli ingressi agli scavi si allagano, si devono far rispettare le regole, lottare contro tutti gli abusivi, ristrutturare completamente la stazione della Circumvesuviana. Abbiamo fatto dei sopralluoghi con i carabinieri per controllare tutta la cartellonistica non a norma che assedia gli scavi e disorienta i visitatori a favore di camping e locali privati". E dentro gli scavi? "Sto facendo una battaglia per far indossare le divise, che pure ci sono, ai custodi. Ho fatto una disposizione di servizio, ma la scala gerarchica non sempre funziona