Rimasti in pochi per la crisi delle vocazioni, i "frati neri" si trasferiscono nel più moderno e confortevole convento di Santa Maria delle Rose, davanti alla facoltà di Economia in corso Unione Sovietica Per otto secoli hanno predicato sotto le volte gotiche di San Domenico. Smetteranno di farlo tra una settimana, quando l'8 agosto, in occasione della solennità del fondatore Domingo de Guzman, i frati domenicani celebreranno in via Milano l'ultima messa in quella che, sin dal 1227, è stata la loro chiesa principale a Torino. Subito dopo consegneranno le chiavi all'arcivescovo Cesare Nosiglia, il quale ha comunicato ieri, insieme alle altre nomine che completano la serie di rinnovi e cambi d'incarico nei posti chiave della Curia torinese, chi subentrerà ai domenicani: un prete diocesano, don Luciano Morello. L'arcivescovo ha pensato che San Domenico, con i suoi numerosi gruppi di laici e la storia ricca di santi, da Pier Giorgio Frassati al beato padre Giuseppe Girotti, martire a Dachau, non potesse chiudere . Così, al posto della comunità dei domenicani, ormai ridotta ai minimi termini, se non per la tenacia e la testardaggine di fra' Alberto, vero animatore, da fratello laico, del convento e della chiesa negli ultimi anni, arriverà un prete secolare: don Morello, finora coparroco a Pozzo Strada. Dovendo chiudere per scarsità di vocazioni una delle due case torinesi, i "frati neri" hanno preferito mantenere il più moderno e confortevole (con tanto di aria condizionata) convento di Santa Maria delle Rose, davanti alla facoltà di Economia in corso Unione. In Curia la rivoluzione passa però da un'altra nomina: la rimozione del vicario del vescovo per l'Amministrazione, monsignor Giuseppe Trucco. Ormai in rotta, dopo un breve idillio, con Nosiglia, l'uomo che teneva i cordoni della borsa della chiesa torinese è stato destinato a altro incarico. Non farà il parroco e nemmeno il viceparroco. L'arcivescovo l'ha destinato a fare il collaboratore nella chiesa delle Stimmate di San Francesco in via Livorno. Al suo posto è stato nominato don Maurizio De Angeli, ora moderatore della Curia. Nosiglia ha anche cambiato il vertice del Museo Diocesano, venuto alla ribalta nei mesi scorsi per il caso dell'arresto di un volontario che andava in giro accreditandosi come coordinatore del museo e autista personale dell'arcivescovo. Il direttore don Luigi Cervellin sarà mandato a fare il parroco a San Michele Arcangelo. La responsabilità del museo passerà in mano al parroco della Cattedrale, don Carlo Franco, mentre un laico, l'architetto Adriano Sozza, che è anche assessore a Rivoli, si occuperà dell'Ufficio per l'amministrazione dei Beni Culturali della diocesi.