«Né socialista né renziana Solo donna. E di sinistra» Stupita per la chiamata: io tecnico, ma conosco la politica Monica Barni, già rettore dell'Università per stranieri di Siena, è l'ultima pedina di Rossi (di cui sarà vice) per completare la giunta regionale. Lei: «Gestirò Università, Cultura e Ricerca, unendole». Assessore, davvero e formalmente, lo sarà solo dal 10 di agosto. Ma da ieri Monica Barni è «politicamente» membro della giunta di Enrico Rossi. Gli servono solo alcuni giorni per definire la sua uscita dall'Università per gli stranieri di Siena, di cui è stata finora rettrice. Assessore, buongiorno e ben trovata. «Assessore... che strano sentirmi dire così», sorride Monica Barni, battezzata nella Tartuca. Preferisce vice presidente? «No, no, già mi pare strano assessore. Sono abituata ad essere chiamata "magnifico", come tutti i rettori...». Perché così tanto tempo tra il suo sì a Rossi ed il decreto di nomina? «Quando ho parlato con il presidente Rossi ho chiesto un po' di tempo, ho spiegato che volevo lasciare in completa sicurezza amministrativa l'Ateneo. E poi per noi l'estate è un periodo intensissimo: arrivano gli studenti stranieri, dobbiamo fare accoglienza, i servizi. Sono anni, decenni, che non faccio le ferie in estate». Ora però lascia. «Sì. Il 5 agosto il consiglio di amministrazione dell'Ateneo esaminerà e approverà il bilancio. Poi firmerò la lettera di dimissioni, andrò in aspettativa con mio grande dolore perché non vedrò più gli studenti, ed entrerò in funzione nel mio nuovo ruolo, onorata della fiducia che Rossi mi ha dato». La politica sarà il suo ruolo definitivo? «Il mio all'Ateneo non è un addio, ma un arrivederci. La mia grande passione è la ricerca, non mi vedo come politica e basta». Per la prima volta lei avrà la cultura, separata dal turismo: cosa significa? «É un bellissimo segnale che Rossi ha voluto dare, unire la cultura alla ricerca, all'università. Una scelta innovativa, importate, una bella sfida. Come quella di far conoscere le tante eccellenze assolute che abbiamo nella ricerca e nelle università». Lei è un tecnico: sarà un vantaggio o no? «Ho lavorato spesso con la Regione, sperimentando sulla mia pelle questo rapporto. E questo credo sia un aiuto. Io sono un tecnico, non conosco bene la politica, ma penso che per il mio ruolo sarà un vantaggio». È socialista, o renziana come è stato detto? «Né l'una, né l'altra. Mi sento da sempre di sinistra». E sarà anche espressione di Siena, del suo territorio? «Prima sono assessore della Regione, poi sono senese. E la mia è stata una scelta "diretta", nel senso che è stato il presidente Rossi che mi ha chiamato, lasciandomi stupefatta, proponendomi il nuovo ruolo. E con lui poi abbiamo parlato delle questioni relative alle mie deleghe». Anche di come svolgerà il suo ruolo di vice? «No di questo no, né delle questioni "logistiche", di dove avrò l'ufficio. Ho avuto così tanto da fare in queste settimane che non mi sono posta il problema». Rossi l'ha scelta per il suo curriculum o in quanto donna? «Per tutti e due i motivi. In un Paese "normale" le quote rosa non servirebbero; ma dato che il nostro ancora non lo è, sono necessarie». Farà la pendolare tra Siena e Firenze? «Vediamo. Sono anni che giro, che ho una valigia sempre pronta accanto al letto. Non sarà un problema per me».
Toscana. La super-assessora: Voglio unire cultura e ricerca
Monica Barni, già rettore dell'Università per stranieri di Siena, è stata nominata assessore della Regione Toscana da Enrico Rossi. Sarà responsabile di Università, Cultura e Ricerca. Barni ha spiegato che ha chiesto un po' di tempo per lasciare in sicurezza l'Ateneo e che il suo ruolo sarà quello di vice presidente. Non si è espresso sulla politica, ma ha detto di essere una persona di sinistra. Barni ha anche affermato che il suo ruolo sarà un vantaggio per la sua esperienza tecnica. Il suo mandato come assessore sarà ufficializzato il 10 agosto. Barni ha anche spiegato che il suo ruolo sarà un segnale innovativo per unire la cultura alla ricerca e alle università.
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