La proposta: una mostra sull'Impressionismo a ottobre 2016, e una sull'arte 1914-18 nel 2017. Il critico: sollecitato da amici ho avanzato il mio progetto, sapevo di un clima non favorevole Il gran ritorno non ci sarà. Il lavorio dei pontieri che avrebbero voluto riportare Marco Goldin a Santa Giulia è stato vanificato. La mostra per celebrare i vent'anni di Linea d'Ombra (la società creata dallo studioso d'arte originario di Treviso) si farà lontano da Brescia. Il ciclone Goldin è tornato a scuotere i palazzi di Brescia due settimane fa. «Sto preparando una mostra dedicata all'Impressionismo in Europa per celebrare i vent'anni di Linea d'Ombra, nata nel 1996 spiega Goldin e ho contatti avviati con altre città. Amici bresciani mi hanno incoraggiato a presentare anche qui il progetto. Ero titubante, ma alla fine ho accettato». A metà luglio l'incontro in Loggia con il sindaco Del Bono, al quale il critico ha presentato una proposta assai attraente. Una mostra sull'impressionismo da 300-350mila visitatori, con una sessantina di opere (su 150) già individuate, folta di capolavori assoluti. Una mostra del costo di 5,3 milioni (di cui 1,3 solo per le assicurazioni): Linea d'Ombra con i suoi sponsor si accolla 4,9 milioni, Brescia dovrebbe farsi carico di 400 mila euro. «Si tenga conto aggiunge Goldin che nell'epoca delle mostre precedenti il sistema Brescia si accollava da 2,5 a 3 milioni». Un'invasione nel recinto di Brescia Musei? Non necessariamente. «La mostra durerebbe 5 mesi ricorda Goldin e poi ho proposto di affiancarla con una curata da Brescia Musei sulla pittura lombarda coeva agli impressionisti». Un abbinamento suggestivo e probabilmente redditizio, ricordando che le mostre «minori» di Goldin (Millet e Mondrian) totalizzarono 230 e 280 mila visitatori. Ma non è tutto. Goldin ha anche prospettato al sindaco una seconda mostra nel 2017-2018, in attesa della riapertura della Pinacoteca, dedicata all'arte in Europa 1914-1918 (cubismo, astrattismo, Matisse, Munch, ecc) da affiancare con una mostra locale su Brescia e la Grande Guerra. Del Bono s'è preso qualche giorno e l'altra sera è toccato al vicesindaco e assessore alla Cultura Laura Castelletti pronunciare, al telefono, il gran rifiuto all'offerta di Goldin. Che infine chiosa: «Immaginavo di trovare un clima non particolarmente favorevole ai miei progetti a Brescia. Ognuno può trarre le sue conclusioni». Conclusioni negative sono quelle di Giovanni Trerotola, segretario della Fondazione Cab e consigliere di Brescia Musei: «Il progetto di Goldin non è mai arrivato sul tavolo del Cda. So di un incontro informale del presidente Minini e del sindaco su questo punto. Brescia Musei ha vissuto una stagione d'oro con Goldin, sarebbe stato bello discutere di qualcosa di concreto, su questo punto, a livello di Cda». A Laura Castelletti, in passato convinta sostenitrice delle mostre di Linea d'Ombra, è toccato pronunciare il «no» finale. Dopo aver smentito che Minini e il direttore Luigi Di Corato abbiano minacciato le dimissioni in caso di un arrivo di Goldin, Castelletti spiega: «Mi sono confrontata con i vertici di Brescia Musei. Non nego di aver condiviso con entusiasmo le precedenti esperienze di Goldin che sono state un momento fondamentale per Brescia, che ci ha fatto prendere coscienza delle potenzialità culturali della città». Nonostante ciò... «Nonostante ciò, quando ho preso in mano Brescia musei dopo i disastri precedenti di Artematica, abbiamo scelto una strategia culturale diversa, che punta a valorizzare il patrimonio, a far crescere in modo costante i visitatori dei musei bresciani per stabilizzarli entro tre anni a 230-250mila, senza i picchi straordinari garantiti dalle mostre di Goldin, seguiti però da cadute precipitose». Insomma: «Sì a un orizzonte stabile», «no a mostre temporanee che avrebbero un effetto di sbilanciamento di questo percorso». L'assessore alla Cultura ricorda anche che «le risorse non sono più quelle dell'epoca di Corsini. Quel percorso andava bene allora, non escludo possa andare bene in futuro. Ma non ora». Certo, respingere un'offerta come quella di Goldin a fronte di un'alternativa al momento nebulosa e sconosciuta, non è facile di fronte alla città. «I progetti ci sono sostiene il vicesindaco e li renderemo noti non appena sarà pronto il contratto di servizio. A quel punto, credo a settembre, apriremo una grande confronto pubblico. E istituzionale».
Brescia. La Loggia dice no al ritorno di Goldin
Il critico Giovanni Trerotola ha presentato una proposta a Brescia per organizzare due mostre: una sull'Impressionismo a ottobre 2016 e una sull'arte 1914-18 nel 2017. Il progetto è stato respinto dal sindaco Del Bono e dall'assessore alla Cultura Laura Castelletti, che hanno scelto di non affrontare mostre temporanee che potrebbero sbilanciare le risorse del sistema culturale di Brescia. La mostra sull'Impressionismo era prevista per avere 300-350mila visitatori e un costo di 5,3 milioni, mentre la mostra sull'arte 1914-18 era prevista per essere affiancata da una mostra locale su Brescia e la Grande Guerra.
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