L'assessore Fondra: «Fatto un buon lavoro, ma su stadio e aree produttive dobbiamo dare indicazioni più chiare. Perché una pista d'atletica a Sanpolino? Ne abbiamo già tre» Il «nuovo» Pgt contiene molte cose positive ma non è ancora lo strumento «che avevamo promesso». C'è un tema di metodo, perché «i Pgt che funzionano sono quelli conosciuti e condivisi, non quelli elaborati dal ceto politico»; e c'è un tema di merito, «perché su alcune scelte, come stadio o attività produttive, il Comune deve dare indirizzi più chiari». Gianluigi Fondra lancia i suoi «stimoli» auspicando un miglioramento dello strumento urbanistico in vista dell'approvazione di marzo. Sia chiaro, precisa l'assessore all'Ambiente di palazzo Loggia, «io questo Pgt l'ho votato, ma ci sono cose che non mi piacciono». Cosa non va? «Voglio precisare: io do un giudizio molto positivo dell'impostazione. Per la prima volta in Lombardia e forse in Italia c'è un Pgt che riduce le volumetrie. Avevamo criticato aspramente il Piano Paroli, io avevo raccolto migliaia di firme a sostegno delle osservazioni. C'era stata una partecipazione non formale per "cambiare l'aria". Perché l'assunto è questo: i Prg regolavano le costruzioni, i Pgt governano il territorio in tutte le sue componenti». E nella maxi-variante non è stato fatto? «Il piano ha elementi di grande qualità: c'è un sistema di compensazioni ambientali per cui in cambio delle poche espansioni volumentrice sono previste azioni di carattere ecologico; rivendico poi il lavoro sull'agricoltura periurbana, il controllo delle escavazioni, i parchi territoriali, l'estensione del parco delle Colline lungo il Mella, l'avvio della progettazione partecipata per il Parco delle Colline. Nell'area Caffaro abbiamo previsto un parco: una scelta strategica, dove il pubblico ha indicato la cifra della rigenerazione della città, che è quella ambientale». Fin qui tutto bene, ma le criticità dove stanno? «Beh, per prima cosa questi aspetti qualificanti non sono stati valorizzati, né dal dibattito del Consiglio Comunale, né dalla maggioranza o dai partiti che la sostengono. Non si può ridurre tutto a una gara sulle volumetrie, lo dico anche a Legambiente e Italia Nostra. Se vogliamo migliorare il Pgt, dobbiamo costruire una partecipazione che vada a intervenire sui suoi aspetti più pregiati». Però ci sono anche cose che non le piacciono. Quali? «La classificazione delle aree agricole. Se vogliamo rendere la città più attrattiva abbiamo bisogno di frutteti, vigneti, ortaglie. E poi c'è la questione degli impianti sportivi...». Prego. «Ho appreso dai giornali che a Sanpolino si farà una nuova pista di atletica, consumando suolo agricolo quando in città ci sono già tre piste che possono essere riqualificate. Per una, quella storica del Calvesi, il progetto di bonifica sarà pronto tra un mese. Sostengo da sempre che lo stadio deve restare a Mompiano, una struttura polifunzionale, da non più di 20mila posti. Ma nel Pgt non abbiamo detto nulla di come dovrà essere la nuova struttura: non dico che dovevamo entrare nella fase progettuale ma non si può lasciare tutto all'iniziativa privata». Altri aspetti critici? «Piazzale Vivanti: il quartiere aveva chiesto di ridurre le volumetrie e realizzare servizi a favore della collettività. Abbiamo cancellato tutto. Al comparto Milano abbiamo assegnato volumi aggiuntivi solo per avere il Musil: ma sono volumetrie credibili, in piena crisi del mercato? Concentriamo il turismo a Santa Giulia: perché non prevedere ostelli e Bed Breakfast sul colle di sant'Anna e in Maddalena?». E del recupero delle aree dismesse a fini produttivi? «Dico che servono scelte più chiare: bisogna dire quali sono le attività compatibili con l'abitato, non aspettare che si faccia avanti qualche privato e poi verificare con una Vas». È mancato un po' di coraggio? «Il coraggio viene quando c'è una comunità, qui è mancata un po' di fiducia nella parte migliore della città. Con l'assessore Tiboni ho lavorato bene, ma auspico un maggior lavoro di squadra anche da parte della giunta». Da qui all'approvazione c'è modo per farlo? «Sì, abbiamo quattro mesi di tempo. È un appello che rivolgo al ceto politico, alle associazioni ambientaliste, ai comitati, ai 5 Stelle: presentino osservazioni sottoscritte da migliaia di cittadini, come avevamo fatto noi».